La polizia illustra le operazioni

Nella tarda serata di giovedì la squadra Volante è intervenuta in corso Tacito, dove una giovane donna ternana, in evidente stato di gravidanza, è stata appena rapinata della borsetta da due giovani che, dopo la violenza, si sono dati alla fuga.

La violenza Nello scippo, la donna è caduta a terra, riportando diverse ferite. La violenza subita e l’aggressività fisica le hanno procurato un forte stato di agitazione. E’ stata quindi accompagnata al pronto soccorso, dove le è stato diagnosticato un trauma cranio-facciale, un trauma al ginocchio e una crisi di ansia reattiva. E’ stata comunque giudicata guaribile in 15 giorni, «salvo complicazioni», riferiscono in una nota gli agenti della questura ternana.

I particolari La squadra Volante, raccolte le prime informazioni dai presenti, tra cui un’amica della vittima e un passante, ha acquisito le descrizioni dei due autori della rapina e si è attivata per le ricerche. Non è trascorso molto tempo e gli agenti hanno rintracciato due noti tossicodipendenti, rispondenti alle descrizioni fornite, in fuga nei pressi del parco pubblico ‘Cardeto’.

I presunti autori I due, G.S. 32 anni, tossicodipendente con numerosi precedenti di polizia e condanne e Z.D. 26 anni, incensurato, sono stati fermati e controllati. Nelle tasche di uno dei due giovani è stato rinvenuto il denaro, mentre la borsa della signora è stata recuperata in un cassonetto di via Fabio Filzi. I due sono stati arrestati e sono attualmente detenuti presso il carcere di Vocabolo Sabbione a disposizione del sostituto procuratore Elisabetta Massini che coordina le indagini.

La banda di minori Nel pomeriggio di mercoledì la squadra Volante ha inseguito tre minori, dopo che sono stati visti armeggiare intorno ad un ciclomotore in uno dei piani seminterrati dei garage in via San Nicandro. Mentre uno di questi, un diciassettenne marocchino, è riuscito a dileguarsi, gli altri due, un albanese di 16 anni pregiudicato ed uno di origine marocchina di 14 anni, sono stati fermati. Contestualmente è stato accertato che il ciclomotore era stato rubato da un deposito giudiziario, presumibilmente durante le scorse festività pasquali.

La polizia illustra le operazioni

I due autori del precedente furto Dalla ricostruzione dell’intera vicenda si è accertato che il giovane fuggito e l’albanese erano gli stessi autori del furto del ciclomotore ritrovato che era stato rubato dal deposito giudiziario dove era custodito sotto sequestro. Nel corso dell’attività d’indagine è stato ritrovato un secondo ciclomotore, nascosto nei garage frequentati dai ragazzi, nel quartiere di Villaggio Italia, anche questo rubato dallo stesso deposito giudiziario poiché sottoposto a sequestro.

I precedenti Nel mese di marzo scorso la squadra Volante ha denunciato il sedicenne albanese e il diciassettenne marocchino per alcuni tentati furti portati a segno nelle abitazioni in zona Piedimonte e, nella circostanza, ha sequestrato un ciclomotore utilizzato da questi per raggiungere l’obiettivo e poi affidato al deposito giudiziario e ritrovato dalla squadra Volante nel garage del quartiere Italia. Da qui deve essere maturata l’idea per l’attuazione del furto: andarsi a «riprendere» i motorini al deposito giudiziario dove sapevano che erano stati custoditi, danneggiando la rete ed il muretto di recinzione per entrare.

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