Polizia al lavoro (foto Rosati)

di Massimo Colonna
Twitter @tulhaidetto

Inquirenti al lavoro sulle immagini delle telecamere di sorveglianza e dei sistemi di sicurezza dei negozi in centro. Questa al momento la pista più calda su cui lavora la polizia, dopo la rapina in banca messa a segno nella filiale dell’Unicredit a corso Tacito lunedì pomeriggio. Intanto viene confermata la pista del buco realizzato in un locale ormai sfitto proprio accanto alla banca, mentre nell’istituto di credito, che riaprirà ai clienti mercoledì, si fa la conta del bottino.

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Il volto nelle immagini Gli inquirenti puntano molto sulle immagini registrate dalle telecamere della banca e anche su quelle dei dispositivi di registrazione dei negozi lungo corso Tacito. Le prime potrebbero aver ripreso i tre rapinatori durante il blitz nei locale, anche se non è detto che siano state riprese tutte le scene visto che le telecamere, per questioni di privacy sul lavoro, di solito non vengono puntate in direzione degli sportelli. Fuori dalla banca invece la banda potrebbe essere stata ripresa dalle telecamere dei locali vicini, che magari hanno ripreso la fuga dei tre. Resta da capire quanto siano utilizzabili i video, visto che i rapinatori avevano il volto parzialmente coperto.

VIDEO: TESTIMONIANZE
VIDEO: IL BUCO NEL MURO

La conta dei danni La banca intanto martedì ha chiuso i battenti, ufficialmente «per cause tecniche», come si legge nel cartello esposto all’ingresso principale. Ancora non c’è una stima del bottino che i rapinatori sono riusciti a portarsi via.

Nessuno ha sentito «Non ho sentito nulla – spiega intanto uno degli esercenti accanto alla banca – abbiamo solo visto le auto della polizia che arrivavano e allora ci siamo allertati. Ma altrimenti non ci sono stati né rumori forti, né movimenti sospetti o fughe». Versione confermata anche dagli inquirenti, i quali ritengono che i tre siano usciti dalla porta principale della banca per poi dileguarsi in mezzo alla folla con la refurtiva e le pistole nascoste.

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