Il luogo dell'incidente (foto Rosati)

di Marta Rosati 

Non ce l’ha fatta Bianca Panzarino, la quarantenne precipitata dalla falesia di Monterivoso (Ferentillo) durante un’arrampicata. La donna, che ha riportato un grave trauma cranico e lesioni in diverse parti del corpo, è deceduta intorno alle 19.30 dopo il ricovero in ospedale, dove è stata trasportata dopo che i soccorritori sono riusciti a recuperarla, raggiungendola in una zona particolarmente impervia, anche grazie al supporto dall’elisoccorso Icaro e degli operatori sanitari a bordo.

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ELISOCCORSO E DISCESA OPERATORI (VIDEO)

Precipita durante un’arrampicata a Monterivoso A dare l’allarme intorno alle 16 la guida esperta di alpinismo che era con la quarantenne, originaria di Latina ma residente a Terni, e ha subito chiesto l’intervento dei sanitari del 118 e dei vigili del fuoco. Complesse le operazioni compiute dai soccorritori, poi affiancati anche dagli esperti del Soccorso alpino e speleologico dell’Umbria, che hanno faticato non poco per raggiungere la donna ferita e prestare le prime cure.

Soccorsi e operazioni di recupero Sul posto la centrale operativa del 118 ha anche invitato l’elisoccorso di Icaro che si è avvicinato al costone più prossimo al punto di caduta dell’escursionista da cui poi si è calato a terra un operatore. A Monterivoso sono arrivati anche i familiari della quarantunenne che ha battuto violentemente la testa riportando un trauma cranico e lesioni in varie parti del corpo rivelatesi fatali.

Dinamica al vaglio La 41enne è stata recuperata dall’elisoccorso e successivamente condotta all’ospedale di Terni. Le sue condizioni sono subito apparse molto gravi, dopo aver lottato per alcune ore tra la vita e la morte la donna non ce l’ha fatta. Restano da capire le cause della caduta ed, eventualmente, le responsabilità del grave incidente. Il pm di turno, Cicoria ha subito aperto un’inchiesta e disposto l’ispezione esterna cadaverica. La donna che era con lei, percorrendo l’impervio sentiero, è scesa in lacrime, ma in buone condizioni. Al momento della caduta, su pareti vicine c’erano altri giovani scalatori ma nessuno si sbilancia: «Eravamo distanti, non abbiamo visto e non sappiamo cosa sia successo».

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