di M.R.
Minaccia, resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. Questi i reati per cui il sindaco di Terni Stefano Bandecchi affronterà un processo a partire dal prossimo 22 gennaio. Lo ha stabilito mercoledì la giudice per l’udienza preliminare Chiara Mastracchio, ascoltate tutte le parti presenti. I fatti risalgono al 2023; sono quelli che si consumarono in consiglio comunale nel corso di quella passata alla cronaca come una rissa sfiorata. Il primo cittadino, nell’aula del Tribunale, ripercorrendo i fatti, avrebbe sottolineato di avere, a suo tempo, solo reagito a delle provocazioni. La conferma arriva dal suo legale Carlo Pacelli che ricalca questa tesi, anticipando la strategia difensiva alla quale lavora assieme all’avvocato Giorgio Panebianco.
La vicenda Era il 28 agosto del 2023, Bandecchi si era insediato a fine maggio, dopo l’elezione a sindaco di Terni. Era in corso una seduta di consiglio comunale; si parlava di ‘sicurezza’ e della possibilità di potenziare il Corpo di polizia locale. Dopo alcuni interventi delle opposizioni, rientrando in aula, prende la parola il primo cittadino: «Sono uscito perché sinceramente proverei vergogna dai banchi di Fratelli d’Italia e pronunciare le minchiate che ho sentito. La risposta è facile. Lei, Masselli (Orlando Ndr), che ha gestito le casse Comunali negli ultimi cinque anni (dice rivolgendosi all’ex assessore al Bilancio, suo sfidante al ballottaggio nelle elezioni comunali), si deve vergognare di dire che oggi servono soldi. Ride? – dice poi commentando la reazione del consigliere -. Rida ma con me ha poco da ridere, manco può correre. Rida pure ma le faccio volare tutti i denti». Quella espressione innesca la reazione del Meloniano Marco Celestino Cecconi che stigmatizza la ‘velata’ minaccia rivolta al collega consigliere e si alza in piedi, rimanendo al proprio banco e urlando frasi che il sistema di registrazione dell’aula non ha catturato perché il suo microfono era spento. Bandecchi a quel punto va su di giri, non sopporta di essere interrotto e, definendolo ‘coglione’, chiede ripetutamente a Cecconi di sedersi, fin quando non dice «Vengo lì io» e lo fa.
Bandecchi Infuriato, il primo cittadino lascia la propria posizione e fa per scagliarsi contro il consigliere di Fratelli d’Italia che resta immobile mentre agenti di polizia locale e altri componenti dell’assise cittadina corrono a bloccare il sindaco prima che la situazione degeneri. È il caos. La presidente Sara Francescangeli sospende la seduta. Alla ripresa dei lavori, questa la sua comunicazione: «Voglio fare un ammonimento rivolto a tutti i consiglieri, sindaco compreso. D’ora in avanti, quando qualcuno ha la parola, prego chiunque di non intervenire e non provocare in alcun modo, altrimenti sarò costretta all’uso delle forza pubblica per far accomodare fuori chi è intervenuto senza avere diritto di parola in quel momento».
La ripresa dei lavori «Sono state pronunciate parole oltraggiose e minacce – dichiara subito dopo la consigliera Cinzia Fabrizi (allora FdI). La foga del sindaco è stata placata solo dalle forze di polizia presenti, altrimenti si sarebbe scagliato contro il consigliere Cecconi. Quindi andrebbe espulso dall’aula come prevede il regolamento». «Criminale o faccia da pagliaccio invece sono espressioni ammesse?» replica la presidente.
E così il caso finisce in Tribunale Bandecchi, che si sarebbe sentito rivolgere insulti del tipo «Pagliaccio» e «Delinquente», rispettivamente da Orlando Masselli (all’epoca FdI, oggi gruppo Misto) e Marco Celestino Cecconi (FdI) ha denunciato gli stessi consiglieri per oltraggio. Sulla loro posizione, la Procura aveva chiesto l’archiviazione del procedimento, accolta dal Gip Vincenzoni, e invece il rinvio a giudizio per il sindaco che effettivamente dovrà affrontare il processo a partire dal 22 gennaio prossimo. Tra le persone offese anche alcuni agenti di polizia locale, ma solo Cecconi risulta costituitosi parte civile, tramite il suo avvocato Enrico De Luca.
