di Massimo Colonna
Puntavano il coltello al volto e chiedevano soldi. Una sorta di ‘pizzo’, in cui la vittima, un artigiano del centro di Terni, si vedeva costretto a sborsare ogni volta diverse centinaia di euro con la scusa di pagare debiti di droga. Debiti in realtà inesistenti. Dura almeno da un paio di mesi il meccanismo messo in piedi da due ragazzi di 33 anni ternani, uno pugile professionista, l’altro iscritto alla facoltà di Giurisprudenza in un ateneo di fuori regione. Giochino però stoppato dall’intervento degli agenti della squadra mobile che hanno messo in campo una serie di appostamenti per poi intervenire con un blitz che ha fatto scattare le manette ai polsi dei due.
Il blitz dopo la denuncia Gli uomini del vicequestore aggiunto Alfredo Luzi si sono mossi a seguito della denuncia dell’artigiano, il quale dopo l’ultimo tentativo di estorsione ha deciso di rivolgersi alla polizia. Ha raccontato le minacce subite, iniziate nel mese di gennaio, e fornito poi indicazioni sui responsabili. A quel punto il monitoraggio dei due ragazzi è diventato operativo e nella notte tra mercoledì e giovedì è scattata l’operazione: una squadra di otto agenti ha sorpreso i due proprio mentre intascavano i soldi dall’artigiano. Al momento dell’arrivo dei poliziotti il pugile, Vasco Schiarea, noto in città e conosciuto già anche alle forze di polizia, ha tentato la fuga aggredendo anche uno degli agenti, che ha riportate ferite alla mano e al volto giudicate guaribili in una settimana.
Esplosi due colpi di pistola in aria A quel punto per bloccare tutto sono stati anche esplosi due colpi di pistola in aria. Il pugile però è riuscito a scappare e con l’intento di sfuggire all’arresto si è rifugiato all’ospedale di Terni fingendo un malore. I medici però hanno capito che qualcosa non andava e allora l’intervento degli agenti della mobile ha riportato la situazione sotto controllo. Anche perchè nel frattempo l’altro ragazzo, M.F. le iniziali, aveva tentato inutilmente di scappare a bordo della propria auto: tentantivo reso vano da un agente che è balzato nell’abitacolo sfilando le chiavi.
Perquisizioni e arresti A quel punto sono scattate le perquisizioni nelle abitazioni dei due. Qui sono stati trovati 200 grammi di marijuana e hashish, materiale utile al taglio e al confezionamento, poi coltelli a serramanico, tirapugni, due maceti e altri strumenti atti ad offendere che forse erano utilizzati per convincere i commercianti a pagare. I due ragazzi sono stati trasportati nel carcere di vocabolo Sabbione e sono a disposizione del sostituti procuratore della Republica di Terni Raffaele Pesiri. Sono stati arrestati con l’accusa di estorsione aggravata e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
La rete Gli inquirenti sono convinti che ci siano anche altri casi di estorsione a commercianti del centro. Casi che ancora non sono emersi anche per la possibilità della mancata denuncia da parte degli esercenti. Per questo la polizia raccomanda a chi è in possesso di informazioni utili o volesse denunciare fatti analoghi di rivolgersi direttamente alle forze dell’ordine.
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