di F.T.
Chi come il direttore della struttura complessa, Stefano Carini, sta sul campo ogni giorno per salvare vite, parla di «situazione intollerabile». L’aggressione subita lunedì mattina da una hostess del pronto soccorso del Santa Maria di Terni non è stata la prima. E forse non sarà neanche l’ultima, visto il trend.
Aggressione e denuncia Un energumeno ‘su di giri’ – troppi ne passano da quelle parti – ha colpito la giovane con uno schiaffo al volto. Lei era lì solo per fare, bene, il suo dovere. Un gesto grave e inspiegabile, immotivato. Ovviamente l’uomo è stato denunciato. Ma quello che resta è l’amarezza: «Troppe persone – si sfoga Stefano Carini – non hanno alcun rispetto per chi fa il proprio lavoro con passione, impegno e professionalità. Assistiamo tutti coloro che hanno bisogno, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Questo clima è sinceramente intollerabile». A pesare sono anche le aggressioni verbali, quasi all’ordine del giorno, che hanno come destinatari gli operatori della struttura: «Servirebbe un posto fisso di polizia attivo 24 ore su 24 – osserva Carini -. Sicuramente aiuterebbe a lavorare con qualche sicurezza in più».
Il processo Proprio mercoledì mattina, in tribunale, si è tenuta l’udienza del processo a carico di un 33enne di nazionalità albanese, accusato di aver colpito con calci e pugni due infermieri del pronto soccorso di Terni. Nell’episodio, datato dicembre 2009, uno di loro aveva riportato la frattura del metacarpo e lesioni a una gamba. Quest’ultimo, assistito dall’avvocato Paola Placidi, si è costituito parte civile. Il 33enne, in evidente stato di alterazione alcolica, aveva anche apostrofato due agenti di polizia con insulti tanto triviali quanto sconnessi. Ora deve difendersi dalle accuse di lesioni personali, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. La prossima udienza è si terrà il 27 gennaio 2014.
L’altra causa Sempre l’avvocato Paola Placidi, già nel 2011 su richiesta di alcuni dipendenti, si era rivolta al giudice del lavoro, citando l’azienda ospedaliera in una causa-pilota. Oggetto, anche in questo caso, la mancanza delle condizioni di sicurezza riscontrate in seguito ad alcuni gravi episodi, con i lavoratori ancora una volta nel mirino. Un problema evidentemente sentito, non solo negli ultimi tempi.
