Prosegue a Terni il processo Asm (foto F.Troccoli)

di Fabio Toni

Un nuovo esame per integrare  la perizia svolta durante l’incidente probatorio è quanto chiesto mercoledì a Terni da parti civili e pubblica accusa nell’ambito dell’udienza del processo Asm. I legali dei dieci imputati e dell’Asm, citata come responsabile civile per la morte di alcuni operai, sostengono che la stessa richiesta è stata già respinta dal gip in fase di indagine e che gli elementi ad oggi raccolti sarebbero insufficienti per poter andare a processo. Sulla questione si esprimerà il gup Pierluigi Panariello nella prossima udienza fissata per l’11 maggio.

Il processo Il procedimento, nella sua fase preliminare, è quello legato alle gravi patologie che hanno colpito quattro lavoratori dell’inceneritore Asm di Maratta, due dei quali (Giorgio Moretti e Ivano Bordacchini) deceduti fra il 2008 e il 2011. Nell’ultima udienza il pubblico ministero Elisabetta Massini, insieme agli avvocati di parte civile Cristina Rinaldi e Dino Parroni, ha evidenziato come l’esame svolto dai tre periti durante l’incidente probatorio, non contenga alcuna risposta al quesito fondamentale: ovvero se esista o meno un legame fra le condizioni di lavoro all’interno del termovalorizzatore e le patologie tumorali che hanno colpito gli operai.

Si oppongono i legali degli accusati Oltre a sostenere la richiesta del pm, l’avvocato Parroni ha ricordato come la memoria redatta dal professor Francesco Di Costanzo, oncologo del Careggi di Firenze, dia peso alla tesi di un’elevata correlazione statistica fra il carcinoma polmonare che ha ucciso il capoturno Giorgio Moretti nel giugno del 2008 e le polveri prodotte dagli impianti di termovalorizzazione. All’eventuale integrazione della perizia si sono opposti i legali delle persone coinvolte a vario titolo nel procedimento, dieci in tutto fra tecnici, amministratori e politici.

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