di Fabio Toni
Secondo la procura avrebbero operato in concorso per favorire la sottoscrizione di convenzioni fra i comuni della provincia di Terni e una società di Roma, operante nel settore ambientale e nel ripristino della sicurezza stradale nel caso di eventuali incidenti. A giudizio per concussione sono finiti un dirigente della questura di Terni e sua moglie.
Gli episodi nel mirino Gli episodi nel mirino della Procura si sarebbero svolti nei primi mesi del 2011. In occasione di alcuni incidenti stradali accaduti sul territorio provinciale, il dirigente avrebbe imposto l’intervento di tecnici di Arpa e Anas per svolgere rilievi e pulire la carreggiata, nonostante la situazione non lo richiedesse. Il cuore delle accuse riguarda però i contatti che il dirigente, secondo i magistrati, avrebbe avuto con alcuni uffici di polizia municipale dell’area ternano-orvietana. Contatti che sarebbero serviti a preannunciare la visita della propria consorte, dipendente di una società di Roma attiva nella sicurezza stradale e interessata a proporre convenzioni «a costo zero» ai vari comuni. Accordi che prevedevano proprio l’intervento dei tecnici della società romana in caso di incidenti stradali.
Intercettazioni da trascrivere Durante la breve udienza di martedì mattina, il collegio penale presieduto da Massimo Zanetti ha incaricato il perito che dovrà trascrivere le intercettazioni telefoniche raccolte in fase di indagine, incluse quelle evidenziate dalle difese dei due imputati e che potrebbero chiarire molti aspetti. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 5 febbraio e in quell’occasione dovrebbero essere ascoltati i primi testimoni convocati dal pm Elisabetta Massini.

