di Marco Torricelli
Monsignor Vincenzo Paglia, ex vescovo di Terni, Narni e Amelia, attuale presidente del Pontificio consiglio per la famiglia ed esponente di rilievo della Comunità di Sant’Egidio, sarebbe stato iscritto – stando ad un’indiscrezione pubblicata nell’edizione on line de ‘L’Espresso’ – nel registro degli indagati dalla procura della rRepubblica di Terni.
Le indagini L’iscrizione, afferma il settimanale, sarebbe riferita «all’inchiesta che punta a far luce sulla presunta voragine nei conti della diocesi ternana», di cui Paglia è stato vescovo per dodici anni, fino al 26 giugno 2012, quando gli fu affidato il nuovo incarico. Al centro delle indagini, riferisce ‘L’Espresso’, «coordinate dal procuratore Elisabetta Massini e condotte dalla squadra mobile di Terni e dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, c’è anche un lungo elenco di operazioni immobiliari».
Paglia A ‘L’Espresso’, che è riuscito a mettersi in contatto con lui, l’arcivescovo avrebbe escluso di aver ricevuto un avviso di garanzia e spiegato che le vicende sarebbero distinte e non andrebbero confuse: «Da un lato quella dell’indebitamento della mia diocesi – ha spiegato Vicenzo Paglia al settimanale – dall’altra la storia del castello di cui si sono occupati i giornali e la procura. Io sono cosciente, ora come allora, che nei miei anni di vescovado a Terni l’indebitamento bancario della diocesi è arrivato a otto milioni di euro, a cui vanno aggiunti 3,5 milioni provenienti dalla vecchia gestione e 4 in pancia alle parrocchie, che la diocesi si è accollata. Ma sono soldi spesi per lavori nei complessi parrocchiali, per il restauro di 53 chiese e la costruzioni di oratori e strutture per i poveri, senza dimenticare le uscite necessarie alla vita della curia».
Narni Dalla vicenda del castello di San Girolamo, invece, Vincenzo Paglia si chiamererebbe fuori: «Era fine 2009 – ha raccontato ancora a ‘L’Espresso’ – e l’allora sindaco di Narni mi chiese se la diocesi fosse interessata all’acquisto del castello, che in realtà è un convento con una chiesa ancora officiata. Inizialmente dicemmo che eravamo interessati. Ma, visti i problemi economici che avevamo, declinammo subito l’invito. Come diocesi uscimmo dall’operazione, e da allora la diocesi è stata totalmente estranea». Per quella vicenda, il 17 luglio scorso, sono stati arrestati, e sono tutt’ora agli arresti domiciliari, due ex dipendenti della diocesi – Luca Galletti e Paolo Zappelli – ed un funzionario del Comune di Narni, Antonio Zitti.
La diocesi Dal 2 febbraio di quest’anno a guidare la diocesi ternana è stato inviato monsignor Ernesto Vecchi, in qualità di amministratore apostolico. Tra ‘sortite’ polemiche e lunghi silenzi, monsignor Vecchi – poi coadiuvato da un moderatore della curia – in questi (quasi) otto mesi ha cercato di mettere ordine – nei conti e negli incarichi – ottenendo anche un finanziamento, che sarebbe già stato deliberato dallo Ior, di almeno 12 milioni di euro, con i quali – in attesa di dismettere alcune proprietà – si potrebbe almeno in parte chiudere il ‘buco’, a cui ha spesso fatto riferimento lo stesso monsignor Vecchi e che ammonterebbe ad oltre 20 milioni.
