di F.T.
In primo grado era stato condannato a tre mesi per aver spintonato la moglie durante una lite, causandole la frattura di un dito del piede. Una sentenza ribaltata dai giudici d’appello che lo scorso 17 novembre hanno assolto l’uomo – assistito dall’avvocato Attilio Biancifiori – ‘per legittima difesa’. Protagonisti della curiosa vicenda, accaduta nel giugno del 2008 a Massa Martana, sono un 49enne di Acquasparta e una 47enne di Terni, al tempo marito e moglie.
L’appello Dalle testimonianze è emerso che durante la discussione, la donna lo aveva colpito – per prima e almeno un paio di volte – con un attizzatoio da camino, di quelli pesanti di ferro. L’uomo, raggiunto ad una spalla, aveva cercato di difendersi come possibile e poi la moglie era inciampata su un tappeto, causandosi la micro-frattura.
Legittima difesa Per i giudici della corte d’appello di Perugia, insomma, non è stato l’uomo con il suo comportamento a causare la lesione. Anzi. Nel diverbio le avrebbe più prese che date e l’eventuale spinta sarebbe stata solo un tentativo di difendersi dai colpi sferrati con l’attizzatoio. Un fatto che ha spinto i giudici ad assolverlo in base all’articolo 52 del codice penale, ovvero per ‘legittima difesa’.
