di Massimo Colonna

«Dopo la nostra gita a Gardaland, domenica sera abbiamo brindato insieme. Oggi noi vogliamo fare un altro brindisi: a te, all’amicizia, alla famiglia, all’amore. Ai valori in cui tu credevi». Un lungo applauso interrompe gli amici di Jacopo mentre leggono una lettera che una di loro, Cristina, ha scritto di getto dopo la notizia della sua morte, avvenuta mercoledì mattina alla Green Asm di Nera Montoro. E’ uno dei passaggi più toccanti del funerale del 24enne, officiati sabato pomeriggio da padre Massimo Massimi nella chiesa di San Giuseppe Lavoratore di Cospea. Presenti mamma Mara, la sorella Giada e la fidanzata Francesca. Tanti giovani amici di Jacopo, più il sindaco Leopoldo Di Girolamo e tutti i rappresentanti delle aziende per cui lavorava l’operaio.

Il grido di dolore «In questi momenti – ha spiegato padre Massimo nella sua omelia – sono importanti la preghiere e l’affetto. Il dolore che proviamo oggi proviene dall’amore per Jacopo. Oggi noi, così come Cristo sulla croce, ci chiediamo perché, perché proprio questo giovane ragazzo? E’ il grido di tutti i cristiani. L’uomo è un capolavoro, ma di argilla. Chi pensa di essere immortale non ha fatto i conti con la realtà. Con Jacopo nel cuore e nella certezza della resurrezione, rivolgiamo le nostre preghiere anche al suo giovane collega, che dovrà portare dentro di sé un peso».

La lettera degli amici Al termine del rito funebre gli amici di Jacopo hanno letto una lettera scritta da Cristina, una ragazza che nei giorni scorsi era andata in gita con Jacopo e la sua fidanzata a Gardaland. «Siamo cresciuti insieme, ricordo bene quando sono arrivata qui a Cospea e tu mi hai accolto con il sorriso sulle labbra. Avevamo sei anni. Quante cose abbiamo fatto insieme! Le recite a scuola, le capanne costruite, i pomeriggi a giocare insieme e quando mi hai insegnato ad andare in bicicletta, facendo finta di essere su una moto. Eravamo dei discoli, Jacopo. Ma hai visto? Siamo diventati adulti e non ci siamo mai persi. La settimana scorsa eravamo in gita a Gardaland, domenica sera abbiamo brindato insieme. Oggi noi vogliamo brindare a te, all’amore, alla famiglia. I valori in cui tu credevi». «Jacopo non è morto invano – ha spiegato poi il convivente della nonna – perché era sempre attivo, aveva tanta voglia di fare e di costruire un suo sogno, un suo progetto. Per questo ha lasciato un forte messaggio. A 20 anni era già un ragazzo maturo. Sono sicuro che prima o poi i suoi sogni si sarebbero avverati».

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