Il Tribunale di Terni

di Fabio Toni

Il ricorso è ‘d’urgenza’, ma di tempo, prima di capire che piega prenderà la vicenda del cantiere per il nuovo polo commerciale di Cospea, potrebbe passarne ancora. Il braccio di ferro fra Giunio Marcangeli e Emanuele Amenta, ovvero il proprietario dell’area e il titolare dell’impresa che ha eseguito i lavori fino allo ‘stop’ di giugno, ha vissuto una nuova tappa davanti al tribunale di Terni.

In causa Alla base del contenzioso, come spesso capita, c’è una questione di soldi: Marcangeli, attraverso il ricorso presentato dall’avvocato Folco Trabalza, ha chiesto la risoluzione del contratto e la restituzione del cantiere, sostenendo di aver liquidato tutte le spettanze relative ai lavori eseguiti dall’impresa di Amenta. L’imprenditore siciliano, assistito dagli avvocati Emiliano Strinati e Francesca Clericò, reclama invece un credito consistente e non molla di un centimetro: «dal cantiere non me ne vado, vogliamo lavorare e chiediamo che venga fatta giustizia».

Ricorso d’urgenza Giovedì mattina la dottoressa Chiara Aytano, giudice dell’area civile, ha ascoltato quattro testimoni, due per parte. Poi l’udienza è stata aggiornata al prossimo 17 settembre per sentire altre ‘voci’ in merito. Difficile prevedere gli sviluppi. In mezzo c’è una vera e propria ‘battaglia’ a colpi di perizie contabili. Lo stesso tribunale, nell’ambito di un altro procedimento e su richiesta dei legali di Amenta, ha nominato un perito il cui giuramento è atteso per il prossimo 15 ottobre. L’obiettivo di Giunio Marcangeli, da qui il ricorso ‘urgente’, è di stringere i tempi e ripartire con i lavori, non prima di averli affidati a un’altra ditta. In aula se ne tornerà a parlare il prossimo 17 settembre.

Cospea Un complesso commerciale di oltre 14 mila metri quadrati. Tanti ne conta il progetto del nuovo polo di via Alfonsine, dove sorgeranno circa quaranta nuovi negozi, uffici e strutture di servizio, per un investimento complessivo di 20 milioni di euro. L’area dei lavori, di proprietà del comune, era stata acquistata dall’imprenditore Giunio Marcangeli per una cifra vicina agli 8 milioni di euro. I lavori sono partiti a novembre dello scorso anno e poi proseguiti fino allo ‘stop’ a inizio estate, dovuto al contenzioso fra il proprietario e l’impresa incaricata di eseguire i lavori.