di Fabio Toni
Dopo gli interrogatori di garanzia, ora la palla passa al gip Pierluigi Panariello che dovrà decidere se mantenere o modificare le misure cautelari applicate nell’ambito dell’indagine sulla compravendita del castello narnese di San Girolamo. La decisione potrebbe giungere a breve, forse già entro la giornata di sabato. Intanto tutti gli indagati, attraverso i propri legali, si dicono «estranei alle accuse».
Galletti Il primo ad entrare nell’aula posta al piano terra del palazzo di giustizia è stato l’ex direttore tecnico della Curia ternana, Luca Galletti, accompagnato dagli avvocati Alessandro Ricci e Giovanni Ranalli. Un interrogatorio il suo, «fatto per lo più di dichiarazioni spontanee e poche domande da parte del gip e del pm Elisabetta Massini – hanno spiegato i due difensori – attraverso cui sono stati chiariti alcuni aspetti contenuti negli atti». Gli stessi legali hanno consegnato alcuni documenti al giudice, allo scopo di fare luce sull’origine dei fondi utilizzati per l’acquisto dello storico complesso narnese: «Crediamo di aver offerto elementi utili anche sotto questo punto di vista. L’indagine è complessa – affermano – e la mole di materiale, fatto anche di numerose intercettazioni, lo conferma». Contestualmente è stata richiesta al gip la revoca della custodia in carcere applicata nei confronti di Galletti e, in alternativa, la misura degli arresti domiciliari.
Zappelli L’unico, fra gli arrestati, che si è avvalso della facoltà di non rispondere è il 68 enne Paolo Zappelli, ex economo della Diocesi: «Le sue condizioni di salute – affermano gli avvocati Luca Maori e Giovanni Ranalli – non gli permettono di sostenere un interrogatorio. Il dottor Zappelli, oltre che estraneo a tutte le contestazioni mosse, è molto malato. Nel tempo gli sono stati applicati quattro bypass. Anche per questo abbiamo chiesto la revoca della custodia in carcere». Paolo Zappelli, indagato come gli altri per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta e alla truffa, potrebbe parlare «solo quando si sentirà meglio – affermano gli avvocati Maori e Ranalli – visto che la detenzione lo ha ulteriormente provato».
Zitti L’interrogatorio più lungo – circa due ore – e, probabilmente, dai contenuti più rilevanti, è stato quello di Antonio Zitti. Il dirigente dell’ufficio urbanistica del comune di Narni, avrebbe ripercorso tutti i vari passaggi della vicenda, soffermandosi anche sugli aspetti amministrativi relativi all’asta per il castello di San Girolamo. «Il nostro assistito ha chiarito i punti critici contenuti nell’ordinanza del gip – spiegano i suoi legali, Maria Carla Pagnotta e Federico Olivo di Roma – Il dottor Zitti è una persona stimata, ancorché estremamente provata e frastornata da questa vicenda. Le accuse sono state respinte in toto, con la richiesta della revoca degli arresti che abbiamo avanzato al gip». Poi una precisazione: «Abbiamo letto su vari organi di stampa, e sulla stessa ordinanza, di un’intercettazione che vedrebbe il nostro assistito affermare ‘io sono il gatto e tu la volpe’ in un dialogo con Luca Galletti. Si tratta di un errore di fatto – afferma l’avvocato Olivo – perché quella frase è stata detta da altre persone presenti nella stessa stanza. Un fatto confermato anche dalle intercettazioni ambientali». Lapidario infine il commento degli avvocati del notaio Gian Luca Pasqualini, a cui è stato vietato l’esercizio della professione per due mesi. All’uscita dall’aula, dopo circa un’ora, hanno glissato con un secco «no comment».
