di Mas. Col.
Finiscono in prescrizione le accuse mosse dalla procura della Repubblica di Terni relative alle ipotesi di reati ambientali, mentre si continua per il filone del mobbing. Arriva ad un punto focale il processo sulla gestione dell’inceneritore Asm di Maratta, finito al centro di una inchiesta giudiziaria per fatti risalenti al periodo tra il 2002 e il 2008. Nel corso dell’ultima udienza il pubblico ministero Elisabetta Massini ha chiesto condanne per sei imputati. Le parti torneranno davanti al collegio dei giudici il prossimo 11 dicembre.
L’udienza La requisitoria del pm Elisabetta Massini è andata in scena nelle aule del tribunale di Terni venerdì mattina. Durante la sua requisitoria, il pubblico ministero ha ricostruito il contesto in cui, secondo le ipotesi accusatorie, l’azienda partecipata al 100 per cento dal Comune di Terni gestiva il suo strumento più importante, ossia l’inceneritore Asm della zona industriale di Maratta. Per quanto riguarda il filone del mobbing la Massini ha chiesto la condanna a due anni per l’ex direttore generale Asm Moreno Onori, un anno e mezzo invece per l’ex presidente Giacomo Porrazzini e il suo collega Piero Sechi, per l’ex capo segreteria Agata Mariani, per l’ex sindaco di Terni Paolo Raffaelli e per Mauro Listante, all’epoca responsabile del settore personale Asm.
Resta il mobbing A far parte del procedimento al momento restano solo le ipotesi di reato legate ai maltrattamenti che una decina di dipendenti avrebbero dovuto subire, secondo quanto ricostruito dalla procura. Le altre parte dell’impianto accusatorio, relative ai reati di tipo ambientale, del funzionamento dell’’impianto e dello smaltimento dei rifiuti, sono finite in prescrizione. Di questo filone facevano parte Onori, Porrazzini e Raffaelli, che dovranno rispondere invece ancora per l’altra parte processuale, e Attilio Amadio, Paolo Grigioni, Raffaele Iannotti, Fabio Bassetti, Domenico Bussoletti, Paolo Olivieri, Daniele Moroni, Pietro Palmieri, Luigi Rosati, Stefano Tirinzi, Giovanni Vaccari e Pierluigi Vergani.
Nuova udienza Per questo filone dunque il processo è sostanzialmente terminato. Al termine dell’udienza di venerdì mattina invece il collegio dei giudici ha aggiornato il processo all’11 dicembre prossimo. In quella occasione la parola passerà ai legali difensori per le arringhe prima della camera di consiglio.
Twitter @tulhaidetto

Il PM Massini dice giusto per far capire chi abbiamo eletto in questi anni:
“ci si è chiesti perché una municipalizzata che opera in un settore così importante, dovesse gestire il proprio impianto di incenerimento rifiuti in maniera così poco ponderata, dando poca considerazione alla normativa ambientale, e perché diversi dipendenti fossero trattati in un modo così poco rispettoso delle loro competenze e della loro persona… C’è chi è stato messo a raccogliere il fogliame solo perché aveva detto che le polveri, cancerogene e contenenti cromo esavalente, fiinivano disperse nell’aria e nell’ambiente. C’è, fra gli altri, un ingegnere le cui proposte tecniche per migliorare la gestione e l’incenerimento dei rifiuti, gli sono costate solo insulti e dinieghi…a pesare era la concezione ‘politica’ della municipalizzata, che era del Comune e quindi ‘del partito”.