di Massimo Colonna
Rapide indagini di polizia e carabinieri hanno permesso di identificare i due giovani di nazionalità rumena esecutori materiali del pestaggio consumatosi nella notte tra sabato e domenica in piazza Solferino ai danni di un minorenne. Gli inquirenti hanno quindi denunciato un ventenne e un diciassettenne di nazionalità rumena. La madre del più piccolo convocata in questura a Terni ha portato i vestiti sporchi di sangue, il figlio ha ammesso di essere ubriaco e di aver iniziato a bere già dal pomeriggio.
Indagini vecchio stampo A chiudere il cerchio sui responsabili dell’aggressione è stata la sinergia tra squadra mobile e squadra volante della questura di Terni, i carabinieri del comando provinciale e della Digos. «Abbiamo raccolto testimonianze di chi ha preso parte alla scena, di chi ha visto e abbiamo anche lavorato sulle immagini delle telecamere», ha spiegato in conferenza stampa il tenente Mirco Marcucci, del nucleo operativo e radiomobile del comando provinciale dei carabinieri, seduto accanto ai dirigenti della Mobile Alfredo Luzi e della Volante Giuseppe Taschetti.
I panni sporchi A collaborare anche i genitori delle due famiglie, definite dagli inquirenti «normali». La madre del ragazzo più piccolo ha addirittura portato in questura i panni sporchi di sangue indossati da suo figlio. A scatenare il raptus quindi, secondo quanto ricostruito, non sarebbe stato un motivo particolare ma lo stato alterato dall’alcol dell’aggressore.
La dinamica La furia si è inoltre scatenata per futili motivi: il giovane picchiato infatti era a passeggio e ad un tratto, da quanto ricostruito, gli si sarebbe avvicinato un gruppetto di giovani che hanno iniziato a prendere a mal parole due ragazze che erano nel gruppo dell’aggredito. A quel punto sono iniziate a volare le mani: una delle due ragazze ha preso anche uno schiaffo nel tentativo di bloccare la violenza. Violenza che ha preso di mira soprattutto il ragazzo del gruppo, anche perchè non poteva difendersi visto che indossava un tutore per un problema alla spalla. Nonostante questo però l’aggressore ha continuato a picchiarlo.
Controlli sui locali I due, entrambi con lievi precedenti, sono stati così individuati anche se per rintracciare il più grande c’è voluta qualche ora in più, visto che si è reso irreperibile anche ai suoi genitori. Per entrambi è scattata la denuncia per lesioni in concorso aggravate dai futili motivi. «E’ importante – hanno spiegato i dirigenti Luzi e Taschetti – che i gestori dei locali sappiano che vendere alcol ai minorenni è assolutamente vietato, così come la somministrazione a chi è in evidente stato di alterazione. Su questo fronte stiamo portando avanti e continueremo a portare avanti controlli».
Lega Nord A intervenire sull’episodio violento e le indagini delle autorità Emanuele Fiorini (consigliere regionale Lega Nord Umbria) e Federico Cini (Referente per Terni della Lega Nord Umbria): «Vogliamo congratularci per il lavoro svolto dalle forze dell’ordine. L’operazione giunta a buon fine è l’ennesima riprova di quello che la Lega Nord sostiene ormai da mesi e cioè la validità del sistema di videosorveglianza e l’importanza del lavoro in sinergia di polizia e carabinieri. Resta, tuttavia, il fatto grave e cioè l’ennesimo, insopportabile, episodio di violenza gratuita avvenuto per le strade della città. Piazza Solferino non è nuova a questo tipo di situazioni e spesso è ritrovo di tossicodipendenti e spacciatori. Più volte, inoltre, i residenti hanno denunciato il grave stato di incuria e abbandono in cui versa la zona. A fronte di tutto ciò, troviamo deludenti e fuori luogo le parole del sindaco Di Girolamo che ancora una volta fa finta di non vedere e dimostra tutta la sua superficialità nel trattare la questione. Ancora una volta non si è degnato di offrire soluzioni reali allo stato di degrado in cui versano piazza Solferino e tutta l’area circostante, teatro di numerosi episodi di criminalità che mettono a rischio la sicurezza dei residenti e la serenità della cittadinanza. In tal senso è necessario un serio e tempestivo intervento nell’area, che deve iniziare dal potenziamento dell’illuminazione pubblica, a tratti persino inesistente, e che deve necessariamente passare per l’aumento delle risorse destinate alle forze dell’ordine, unico vero metodo per combattere le numerose situazioni di spaccio e violenza presenti sul territorio».
Presidi di polizia Sul caso è intervenuto anche il presidente del gruppo consiliare del Partito democratico Andrea Cavicchioli, il quale ha presentato una proposta d’atto d’indirizzo in consiglio per impegnare il sindaco e la giunta «a richiedere la convocazione del comitato per l’Ordine e la sicurezza per adottare provvedimenti diretti ad assicurare presidi stabili delle forze dell’ordine nelle zone della città che presentano maggiori problemi».
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