di F.T.
Un punto fermo incontestabile. Al di là del contenuto, che potrà essere più o meno favorevole alle tesi di accusa/difesa, l’incidente probatorio sull’area della galleria del Tescino farà emergere dati certi e destinati a finire dritti nelle carte processuali. L’esame, chiesto dal sostituto procuratore Elisabetta Massini e ammesso dal gip Maurizio Santoloci, è stato fissato per venerdì 9 maggio e verrà svolto da due periti, i dottori Mauro Sanna e Ivo Pavan.
Quesiti La perizia dovrà rispondere a diversi quesiti. A partire dalla composizione chimica delle acque che filtrano dalla galleria e – nel caso di un’eventuale contaminazione – comprendere le possibili cause. Fra gli ‘indiziati’, la discarica Rsu sovrastante e i materiali usati per costruire il tunnel. Su tutto ciò la perizia è destinata a fare chiarezza.
Partita a scacchi Lo scorso febbraio il consulente incaricato dalla procura, il dottor Luigi Boeri, aveva svolto tre prelievi in altrettanti punti della galleria Tescino e un sopralluogo nell’area della discarica. Quello che in gergo si chiama ‘accertamento irripetibile’ e, come in una partita scacchi, il legale di due dei tre indagati aveva presentato ‘riserva di incidente probatorio’. In pratica un passo necessario per poter poi contestare, in un secondo momento, i risultati di quella perizia.
Incidente probatorio A rompere gli indugi ci ha pensato il magistrato che a fine marzo ha chiesto e ottenuto l’incidente probatorio, motivatodalla possibilità che «le tracce e le cose oggetto di accertamento possano modificarsi e mutare nel tempo», perdendo così il valore di prova.
Indagati Le indagini sulla galleria dei veleni – per quel che riguarda la parte ‘ambientale’ – hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di tre persone: un dirigente del settore ambiente di Tk-Ast e due dirigenti del compartimento per la viabilità dell’Umbria di Anas Spa. Il reato ipotizzato dalla procura è relativo alla violazione del decreto legislativo 152 del 2006 – il cosiddetto codice ambientale -, per la parte che fa riferimento alla ‘gestione non autorizzata di rifiuti’.
