di Massimo Colonna

Un poker d’assi, il numero 17 in fiamme, una maschera in stile Joker e la parola ‘Suerte’ scritta in corsivo. È il tatuaggio che ha tradito Pasquale ‘Lino’ Sibillo, arrestato a Terni una settimana fa dagli agenti della squadra mobile. Un disegno stampato sul braccio sinistro costato caro al 24enne, al momento ristretto nel carcere di vocabolo Sabbione: proprio grazie a quel tatoo infatti gli inquirenti sono riusciti a riconoscerlo e a catturarlo nel blitz messo a segno degli uomini del dirigente Alfredo Luzi.

Catturato il super latitante: fotogallery
Boss in questura:video

La metamorfosi Quando gli agenti hanno fermato Sibillo a bordo della sua auto con i vetri oscurati, l’obiettivo numero uno era verificare subito l’identità dell’uomo, che nel frattempo, rispetto alle ultime foto segnaletiche in possesso degli inquirenti, aveva stravolto la sua fisionomia radendosi la barba, dimagrendo e tagliandosi i capelli.

Il capo della mobile: video

Finta perquisizione Dopo avergli chiesto i documenti gli agenti hanno escogitato un metodo per riuscire nel loro intento: fingendo una perquisizione personale, gli hanno alzato la maglia all’altezza del braccio scoprendo così il tatoo. E’ stato quello il segnale che ha fatto scattare le manette.

L’avvocato del boss: video

Il disegno Il tatuaggio dunque, disegnato sul braccio sinistro, rappresenta i quattro assi delle carte da poker, che starebbero a rappresentare l’appartenenza al suo clan. Poi il numero 17 circondato da fiamme, una maschera in stile Joker che sorride beffardamente e la parola ‘Suerte’ scritta in stampatello. Elementi su cui la polizia però ha diverse ipotesi interpretative.

Twitter @tulhaidetto  

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