Il luogo della tragedia

di Marco Torricelli

Due morti sul lavoro in pochissimi giorni. Due ‘padroncini’ che hanno perso la vita perché loro stessi impegnati nel lavoro manuale. Non due padroni che – da lontano e al sicuro – chiedevano sacrifici agli operai. Ma che li facevano, quei sacrifici. Fino a quello estremo.

Piersanti Venerdì scorso era toccato a Giorgio Piersanti, un imprenditore di 50 anni precipitato a terra da un’altezza di circa dieci metri, mentre era impegnato a potare i rami di alcuni pini all’interno di una casa privata nella zona di Collepaese di San Liberatore (Terni). I suoi funerali si svolgeranno mercoledì, alle 15, a Stroncone.

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Il precedente La tragedia aveva riportato alla mente quanto accaduto lo scorso 24 febbraio a un altro operaio – Egidio Pennacchi – precipitato nelle acque del Nera mentre si trovava a compiere la stessa operazione, all’interno del cestello di una piattaforma, nei pressi della passerella di via del Cassero. Anche in quel caso il mezzo si era sbilanciato, con il braccio meccanico che era andato a finire nel fiume. Il corpo dello sfortunato operaio, 46 anni appena, era stato ritrovato soltanto dopo 36 giorni di ricerche condotte lungo il tratto urbano del Nera.

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Pezzanera Martedì mattina è stata la volta di Enrico Pezzanera, 62enne titolare di una ditta esterna di autotrasporti, colpito in pieno da rottami di ferro in fase di movimentazione. L’uomo, originario di Fratta Todina (PG) e ternano d’adozione, è stato raggiunto con una violenza tale che il materiale ferroso che lo ha colpito lo ha letteralmente decapitato.

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La denuncia In pochi giorni a Terni, dice il Prc, «si sono consumate due tragedie sul lavoro. Esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra solidarietà alla famiglia di Enrico Pezzanera e alla famiglia di Giorgio Piersanti, ennesime morti bianche che testimoniano l’insostenibilità delle condizioni di lavoro nel nostro Paese».

La coincidenza Il fatto che «entrambe le vittime fossero titolari delle rispettive ditte – dice il Prc – testimonia il livello a cui è giunta, nel nostro Paese, la precarizzazione delle condizioni lavorative. Non siamo di fronte a fatalità. La demolizione sistematica delle norme a tutela del lavoro, a partire da quelle sulla sicurezza, la concorrenza al ribasso vigente nel libero mercato, spacciata per competitività dall’ideologia neoliberista, la ricattabilità a cui sono sottoposti quanti devono lavorare per vivere, sono le cause di questi drammi sociali ed umani».

Gli appalti La tragedia di martedì mattina, per Rifondazione, conferma «la giustezza della richiesta della CGIL di definire un protocollo specifico sugli appalti in Ast e alle iniziative di mobilitazione già indette. Gli strumenti finora adottati, dal protocollo per la sicurezza in Ast dello scorso aprile ai programmi di formazione per gli studenti delle medie superiori, necessitano non solo di essere rafforzati, ma soprattutto di essere inseriti in una riflessione più ampia e aperta alla popolazione sull’azione delle autorità competenti in tutto il territorio, in particolare rispetto a tutte quelle attività lavorative, svolte su commissione o appalto, dove maggiori sono i rischi e minori le tutele. È ora di gettare piena luce sulle troppe zone grigie del mercato del lavoro e di contrastare attivamente gli effetti delle politiche nazionali, dando poteri e risorse a chi può e deve prevenire il ripetersi di simili tragedie».

Dal parlamento Oltre ad esprimere il proprio personale cordoglio, la vicepresidente della camera dei deputati Marina Sereni (Pd) parla di «tragedia sul lavoro in un’area in difficoltà e in un’azienda al centro di una complessa vertenza industriale. In attesa che venga chiarita la dinamica del mortale incidente – aggiunge – auspico che la durezza della crisi e la mole dei problemi da affrontare non comportino un appannamento degli strumenti di controllo sugli appalti e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro».

Consiglio regionale I consiglieri regionali del Pd, attraverso il capogruppo Renato Locchi, hanno espresso «commozione e cordoglio per la scomparsa dell’operaio 62enne». Raggiunta dalla notizia in apertura dei lavori, l’assemblea di palazzo Cesaroni ha osservato un minuto di silenzio su invito del presidente Eros Brega. Il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fratelli d’Italia) esprime «cordoglio e dolore per l’ennesima vittima sul luogo di lavoro» e parla di «tragedia che rende ancora più drammatica questa fase, aumentando un clima di grande preoccupazione in città e che contribuisce ad allargare una lista già troppo lunga di morti sul lavoro».

«Sconfitta di tutti» «Ogni incidente mortale sul lavoro segna purtroppo la sconfitta di tutti». Così la presidente della regione Catiuscia Marini in una nota: «Vorrei esprimere innanzitutto il mio personale e profondo cordoglio e quello di tutta la giunta regionale, alla famiglia del lavoratore. Auspico – aggiunge – che vi sia da parte di tutti, ciascuno per le sue competenze, il massimo impegno nell’osservanza di ogni misura possibile per garantire la sicurezza dei lavoratori».

Assessori L’assessore regionale, Fabio Paparelli, si unisce «al profondo cordoglio a seguito della notizia della morte dell’operaio avvenuta stamani presso gli stabilimenti della Tk-Ast di Terni. L’ennesima morte bianca consumata tragicamente nel nostro territorio rimette al centro dell’attenzione il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro, sul quale le istituzioni hanno il dovere di non abbassare mai la guardia lavorando altresì a misure sempre più efficaci per ridurre questo triste fenomeno». Stefano Vinti, assessore regionale alla sicurezza nei cantieri, esprime «profondo cordoglio per il terribile incidente che – afferma Vinti – ripropone con forza il tema della sicurezza sul lavoro che deve costituire una priorità anche per i soggetti politici, sociali ed istituzionali».

La Provincia Il presidente Feliciano Polli esprime a nome personale e della giunta il proprio cordoglio alla famiglia di Enrico Pezzanera: «È una tragedia – afferma – che va ad aggiungersi a quella di due giorni fa in Valnerina e per la quale ugualmente esprimo vicinanza e cordoglio ai familiari. Sono due drammi che ripropongono l’esigenza di affrontare con rinnovata determinazione i temi della sicurezza, per tutelare chi lavora ogni giorno».

Consiglio comunale Attraverso il capogruppo Francesco Maria Ferranti, i consiglieri di Forza Italia a palazzo Spada esprimono «le più sentite condoglianze alla famiglia del lavoratore tragicamente deceduto oggi sul lavoro».

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