di Mar. Ros.
Oltre il danno pure la beffa; è quel che rischia il proprietario del terreno di Terni in cui nel giro di pochi mesi sono stati scoperti due ordigni bellici risalenti alla Seconda guerra mondiale. Il Comune ha avviato una procedura di richiesta risarcitoria a danno di chi sarà ritenuto responsabile e non è detto che non sia proprio chi quell’area l’ha acquistata, verosimilmente ignaro delle spiacevoli sorprese nascoste nel suolo.
Nuova emergenza bomba È stata la denuncia di un anziano, dopo il ritrovamento di una bomba in estate, a spingere il Comune di Terni a richiedere la caratterizzazione del terreno, per accertare l’eventuale presenza di ulteriori ordigni bellici inesplosi: «Deve esserci almeno un’altra bomba là sotto – è stato raccontato a Palazzo Spada -. Ero ragazzino quando ne esplose una che creò una voragine; ci finì dell’acqua piovana e andavo coi miei coetanei a farci il bagno. Altre due non furono mai rimosse, neppure quando fu ampliata la stazione Cesi».
Ordigni bellici Il committente dei lavori, che nella zona aveva pensato di costruirsi una villetta, si è ritrovato questa estate con gli operai spaventati dal rinvenimento, quando era trascorso un solo giorno dall’apertura del cantiere. «Forse andava fatta una verifica prima – osservano da Palazzo Spada – in fase di progettazione», ed ecco che proprio il Comune in quel caso bloccò i lavori avviando il noto piano di emergenza, costato ben 44 mila euro. Andato tutto bene, al termine delle operazioni di brillamento l’ente di piazza Ridolfi ha poi avviato la procedura per la richiesta risarcitoria e ha intenzione di fare lo stesso per l’ulteriore allarme scattato mercoledì scorso.
Quasi 60 chili di esplosivo In quest’ultimo caso, la bomba di 125 kg sarebbe emersa nel corso della cosiddetta bonifica bellica sistematica terrestre. A rilevarne la presenza cioè pare sia stato un costoso metal detector in dotazione alla ditta incaricata di fare la verifica e si dice che l’elica della spoletta sia risultata fuori asse. Il Comune non intende fare sconti: «Verificheremo – dichiara il sindaco a Umbria24 – eventuali responsabilità e se ci sono i presupposti per azioni risarcitorie». A chi toccherà casomai pagare sarà la giustizia a dirlo, intanto il proprietario del terreno, in ogni caso, non può certo gioire. Domenica le operazioni di bonifica dell’ordigno: quasi 11 mila persone fuori casa.
@martarosati28
