Garage sotto esame

di F.T.

Tracce di sangue attraverso il luminol, i residui del colpo mortale esploso con una Sig Sauer calibro 9×21 e le impronte lasciate su quello che l’omicida ha indicato come il luogo del delitto. Di questo sono a caccia gli inquirenti che mercoledì mattina hanno dato il via alla perizia all’interno del garage di via Mola di Bernardo dove, stando alla confessione, lo scorso 22 aprile Andrea Arcangeli ha ucciso con un colpo di pistola il suo amante, il 38enne Marian Iordache, prima di seppellirne il corpo nei boschi fra Miranda e Stroncone.

Punto di vista Il fatto che la vittima fosse omosessuale e avesse una relazione con quello che si è poi trasformato nel suo carnefice, è un dato che i familiari di Iordache hanno lungamente contestato nei giorni seguenti la scoperta del delitto. Per loro, Andrea Arcangeli era attratto da Marian e avrebbe esternato il tutto attraverso una condotta fatta di gelosia e ossessione, culminata nel grave gesto compiuto nel garage.

Al lavoro Le operazioni peritali, coordinate sul posto dal sostituto procuratore Elisabetta Massini, sono state eseguite dal personale della polizia scientifica di Roma alla presenza dei sostituti commissari Sauro Buiarelli e Anna Maria Mancini della questura di Terni. Presenti anche i legali: gli avvocati Francesco Mattiangeli e Vittorina Sbaraglini per Andrea Arcangeli e l’avvocato Massimo Proietti per i familiari di Marian Iordache.

L’omicida Le risultanze dell’esame arriveranno solo nei prossimi giorni. Per ora si sa che l’esame proseguirà anche nella mattinata di giovedì e che sono stati acquisiti alcuni reperti la cui rilevanza verrà valutata dai tecnici della scientifica. Sotto esame anche la Fiat Panda utilizzata dall’omicida per trasportare il corpo di Iordache nei boschi di Miranda, dove lo ha poi sepolto. Andrea Arcangeli, costretto ai domiciliari nell’appartamento di via Mola di Bernardo dove vive con i familiari, ha partecipato soltanto ad alcune fasi della perizia, indicando in particolare i punti del garage in cui si sarebbe consumato il delitto. Poi è stato riaccompagnato all’interno dell’abitazione.

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