di Maurizio Troccoli
Obbligato a redigere false contabilità, gonfiando fatture e falsificando documenti di ogni genere, il commercialista Gianluca Boninsegni nel mese di marzo ha tentato per la prima volta il suicidio. Ma le minacce sono continuate e la condizione umana e professionale che l’ha travolto l’ha spinto a farla finita definitivamente e il 28 luglio gettandosi dal ponte della statale Tiberina, a Narni. Le indagini della squadra mobile di Terni hanno ricostruito la rete di pressioni, minacce, costrizioni e istigazioni ed hanno fatto scattare le manette a due imprenditori del ternano, autori, secondo gli investigatori, del piano diabolico che è valso la vita di Boninsegni.
I dettagli Questa mattina, venerdì 5 agosto, gli investigatori della squadra mobile di Terni hanno fatto scattare le manette per G.R., 55enne di Narni, e A.P. 53enne ternano, entrambi residenti a Terni. L’accusa nei loro confronti è di estorsione aggravata, evasione fiscale, ma soprattutto istigazione al suicidio del commercialista ternano Gianluca Boninsegni. Secondo la ricostruzione le falsa contabilità di cui si è reso protagonista, sotto minaccia, il commercialista suicida, è riferita a numerose società a riconducibili ai due imprenditori arresta o che con le stesse intrattenevano rapporti d’affari. Per indurlo ad acconsentire alle loro richieste, i due avrebbero ripetutamente minacciato Boninsegni costringendolo ad interrompere i rapporti professionali con il suo studio e a revocare gli incarichi già affidati da altri clienti, che loro stessi gli avevano procacciato. Un danno enorme per il professionista, considerato che il giro di affari in pericolo rappresentava circa il 40% dell’intero fatturato dello studio commercialistico.
Le indagini «In particolare, dalle indagini è emerso – rendono noto gli inquirenti – che i due arrestati hanno costretto Boninsegni a effettuare registrazioni ed emettere numerosissime fatture false per svariate società a loro riconducibili anche ai danni di altre ditte, clienti del commercialista, ma inconsapevoli dell’illegale utilizzazione della loro contabilità. Tra le varie operazioni sono state individuate quelle finalizzate all’evasione dell’Iva, all’emissione di fatture per operazioni inesistenti e all’emissione di fatture ‘clone’, cioè con uguale numerazione di quelle ‘reali’, ma intestate a società diverse da quelle effettivamente destinatarie dei beni e servizi resi. Numerose, naturalmente, le fatture con importi gonfiati per aumentare gli elementi passivi nel bilancio«, spiegano in un comunicato gli agenti della questura ternana.
La ricostruzione della vicenda Dopo il tentativo di suicidio del 28 marzo, G.R. e A.P. capiscono che potrebbe essere aperta un’indagine e cercano di correre ai ripari. In giugno – ricostruiscono gli investigatori – costringono Boninsegni a sottoscrivere alcune deleghe retrodatate (risalenti addirittura al 2009) per la gestione dei conti correnti di alcune società, nel tentativo di legittimare tutte le operazioni finanziarie effettuate sino ad allora (e grazie alle quali avevano ricavato notevoli introiti), che altrimenti avrebbero potuto essere annullate. L’uomo, esasperato da tale situazione, non regge più alla tensione che aumenta di giorno in giorno e il 28 luglio decide di farla finita.
Il quadro investigativo Le indagini della squadra mobile, coordinate dal pm Elisabetta Massini, hanno fatto luce sul clima di terrore in cui i due arrestati di questa mattina avrebbero costretto a vivere e lavorare Gianluca Boninsegni. Il gip di Terni, Maurizio Santoloci, riconoscendo l’estrema gravità della condotta emersa dalle indagini, relativamente ai due indagati, e valutando l’esigenza di evitare che le prove di quei comportamenti potessero essere alterate o fatte sparire, rispondendo positivamente alla segnalazione e alla richiesta del pubblico ministero, ha subito emesso un’ordinanza di arresto per entrambi gli imprenditori coinvolti.
Al momento gli agenti della Squadra Mobile ternana sono impegnati con perquisizioni che interessano ben dodici tra società, imprese e studi professionali.


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