Prosegue l’attività di controllo sul territorio, da parte della polizia di stato, per prevenire spaccio e consumo di stupefacenti e l’immigrazione clandestina, attività che hanno portato a diverse denunce e a numerosi allontanamenti.
Pendolari dello spaccio Una coppia di fidanzati italiani, M. J. di 25 anni di origini toscane e P.S. 38enne umbra, sono stati fermati dagli agenti della squadra mobile nei pressi della stazione di Terni, nell’ambito di indagini sui ‘pendolari dello spaccio’, criminali che si spostano da città limitrofe per recarsi a Perugia ad acquistare sostanze stupefacenti e rivenderle poi sul mercato ternano. Durante i controlli alle persone in arrivo in città in treno e in autobus, la coppia si è mostrata da subito restia alle normali procedure di identificazione, insospettendo gli agenti che, nelle successive perquisizioni, anche nell’abitazione ternana usata come appoggio, hanno trovato 10 dosi di stupefacenti per un totale di 8 grammi di cocaina, 4 grammi di hashish e 2 di eroina, più 20 grammi di sostanza da taglio. Per i due, lei incensurata e lui con precedenti specifici, è scattata la denuncia per detenzione ai fini di spaccio con emissione del foglio di via obbligatorio.
Reati al patrimonio e maltrattamenti Durante l’attività di controllo del territorio, sono stati fermati ed identificati due italiani con numerosissimi precedenti penali per reati contro il patrimonio. Non avendo fornito alcuna spiegazione in merito alla loro presenza in città, nei loro confronti è stato emesso un provvedimento di divieto di ritorno. Un altro intervento ha invece visto impegnata la polizia in un caso di maltrattamenti in famiglia a carico di un ternano di 47 anni, con precedenti per specifici, che è stato denunciato dopo aver aggredito la moglie davanti alla figlia piccola.
Allontanamenti In Piazza Tacito, i poliziotti di quartiere hanno fermato alcuni stranieri, fra i quali un cittadino marocchino di 19 anni che è risultato inottemperante ad un precedente ordine: denunciato per la violazione della legge sull’immigrazione, è stato nuovamente espulso. Nei confronti di altri due stranieri, scarcerati dalla casa circondariale di vocabolo Sabbione sono stati disposti l’accompagnamento e il trattenimento presso un Centro di identificazione ed espulsione per consentire l’effettivo allontanamento dal territorio nazionale: la misura si è resa necessaria data la loro altissima pericolosità. Uno dei due, un cittadino albanese di 43 anni, era stato condannato a 20 anni di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti; scarcerato dopo 16 anni, grazie alla collaborazione con le autorità albanesi l’Ufficio immigrazione è potuto risalire alla reale identità dell’uomo, che è stato accompagnato al Cie di Bari, in attesa di ricevere un lasciapassare per rientrare nel suo paese. Privo di documenti anche l’altro straniero, un cittadino tunisino condannato a 7 anni di carcere per tentato omicidio, violenza sessuale nei confronti della moglie e maltrattamenti in famiglia anche nei confronti del figlio minore, reati commessi a Parma nel 2008: l’uomo sarà condotto alla sede di Crotone, da dove rimarrà in attesa del lasciapassare per fare ritorno in Tunisia
