di Marco Torricelli
Solo uno come Tony McKenzie poteva pensarci. Sì, perché aveva preparato tutto. Si era organizzato. Pronto no, non lo era. Ma l’ultima sorpresa l’aveva messa a punto per bene.
Bianca Per l’ultimo viaggio, Tony McKenzie, lo storico dj ternano, morto martedì sera dopo una lunga malattia e che giovedì pomeriggio ha raccolto intorno a sé – per l’ennesima, ma non per l’ultima volta – un mare di gente, aveva scelto una bara bianca. Lucida. Quasi a voler far risaltare il contrasto con quella notte, quelle notti, in cui ha vissuto e lavorato. O, meglio, in cui ha amato. La musica e la gente, tanta, che ha fatto ballare per una vita.
Le firme Ma quella bara è rimasta tutta bianca solo per il tempo della cerimonia. Perché Tony McKenzie non se n’è voluto andare da solo. Su quel legno lucido, alla fine, c’erano scritti i nomi, tanti nomi – anche ai pennarelli per scrivere, aveva pensato – di tutti quelli che hanno voluto, o magari solo potuto, esserci. Ancora una volta.
Il saluto «Ciao papà», così lo ha salutato una delle due figlie, dopo averne parlato con quella semplicità – e quella dolcezza – che a lui sarebbe piaciuta: «Adesso farai ballare gli angeli», gli ha detto e, chissà perché, non è sembrato strano. Mentre uno dei tanti che, negli anni ha avuto modo di lavorarci insieme, dopo aver promesso una reunion di quelle che tanto gli piacevano, ma stavolta in suo onore, ha buttato lì un’idea: «Chissà – ha chiesto, rivolgendosi direttamente a Tony – che non si possa trovare il modo di ricordarti per sempre, magari dando il tuo nome ad una via cittadina».
