(foto archivio F. Troccoli)
Alla sbarra è finita la moglie 41enne (foto F.Troccoli)

di Fabio Toni

Botte ai figli minorenni e Viagra al marito anziano per farlo morire di infarto. Una vicenda drammatica e grottesca al tempo stesso. È quella che ha portato alla sbarra una 41 enne di nazionalità italiana, nata in Tunisia e residente a Terni. Ad accusarla è il marito, 72 enne, anche lui di origini tunisine. Giovedì si è tenuta l’udienza per maltrattamenti di fronte al tribunale in composizione monocratica.

La vicenda La vicenda parte nel 2006 da un contesto familiare e sociale difficile. Dopo il matrimonio celebrato nel 1991 e dopo la nascita dei due figli maschi, la donna avrebbe mutato atteggiamento, rivelandosi dispotica e senza scrupoli. Secondo le accuse raccolte dalla procura, avrebbe iniziato a maltrattare i due figli (rispettivamente di 11 e 15 anni all’epoca dei fatti), picchiandoli anche con un bastone. Un comportamento finito anche nel mirino degli operatori sociali che seguivano i due giovani.

Marito umiliato Come se non bastasse, la donna si sarebbe accanita brutalmente anche sull’anziano marito, cardiopatico e diabetico. Lo avrebbe umiliato, vantandosi di avere un amante italiano più «abile» di lui, ma anche minacciato con uno dei tanti coltelli tenuti in casa. E ancora, insulti e aggressioni fisiche a colpi di oggetti. Un comportamento che avrebbe ridotto l’uomo in uno stato di profonda prostrazione, fino alla decisione di denunciare tutto alla polizia.

Casa e pensione nel mirino «Spero solo che muori così mi prendo la casa e la tua pensione». Questo il refrain rivolto al marito. Per dare seguito ai suoi piani, lo avrebbe costretto ad assumere dosi massicce di Viagra e ad avere rapporti sessuali, nella speranza di «accelerare i tempi». Altre volte, dopo la somministrazione delle pastiglie blu, lo avrebbe semplicemente insultato, girandogli attorno nuda solo per il gusto di provocarlo, ma senza permettergli alcunché. L’udienza di giovedì, davanti al giudice Angelo Matteo Socci e al viceprocuratore Patricia Turilli, è andata a vuoto vista l’assenza dei testi convocati dalla procura. Si è così reso necessario un nuovo rinvio, fissato per il prossimo 6 giugno.

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