di Massimo Colonna

Arrestati lunedì mattina dai carabinieri due conviventi ternani per maltrattamenti in famiglia continuati, commessi dalla coppia ai danni dei due figli minori. Prima delle manette, la donna lasciando il figlio a scuola lo ha minacciato: «Se dici qualcosa ti ammazzo». E’ soltanto l’ultima in ordine di tempo delle vessazioni psicologiche e fisiche a cui i bimbi, entrambi al di sotto di 7 anni, erano costretti a sottostare all’interno (soprattutto) ma anche all’esterno delle mura domestiche.

L’operazione I carabinieri della compagnia di Terni hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Terni Maurizio Santoloci, il quale ha ritenuto sufficienti i riscontri investigativi presentati dai militari a carico dei due conviventi, ora ristretti nel carcere di Sabbione. La misura cautelare scaturisce dai gravi comportamenti posti in essere dagli indagati che i militari, seguendo le indicazioni del pubblico ministero Elisabetta Massini, titolare del relativo fascicolo processuale, hanno accertato con una accurata ma rapida attività investigativa durata due mesi e concretizzatasi con gli arresti nelle ultime ore.

Diversi casi osservati Costretti a subire botte, parolacce e minacce, i due piccoli erano accuditi in maniera superficiale e vivevano coi propri genitori, 46 anni lui e 26 lei, e un’amica della coppia, amante della donna, in un appartamento in precarie condizioni igienico-sanitarie a Terni. L’indagine dei carabinieri era scattata su segnalazione dei servizi sociali. Da lì poi i carabinieri hanno fatto scattare dei controlli incrociati con il personale scolastico e sanitario che seguiva i bambini. «Indagini complicate e delicatissime», come hanno riferito in conferenza stampa il colonnello della compagnia Giovanni Capasso e il tenente Mirco Marcucci, a comando del Norm di Terni. I militari hanno riscontrato comportamenti di «estrema e inaudita brutalità».

Le intercettazioni I due piccoli sono stati affidati a una struttura fuori provincia, tra adulti che finalmente si prenderanno cura di loro. Le indagini, effettuate con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno evidenziato una totale esclusione dei due bambini nelle conversazioni e attività dei propri genitori. Spesso costretti a restarsene nella propria cameretta, andavano talvolta a letto con gli stessi indumenti del giorno. I due sono apparsi malnutriti e privi di ogni cura personale ed educativa. Diversi i casi monitorati dai militari durante l’attività investigativa: come quando la coppia era in camera da letto e uno dei bimbi chiedeva di essere cambiato e la risposta non era altro che un ceffone, rifilato tra l’altro dopo un paio d’ore dalla richiesta del piccolo perchè nel frattempo la coppia si era addormentata. O come quando lui mostrava del prosciutto a tavola ai bimbi e quando questi allungavano la mano per mangiarlo, lui lo toglieva dalla loro tavola sbeffeggiandoli.

L’attenzione dei carabinieri Tutta l’operazione, come hanno spiegato il colonnello Capasso e il tenente Marcucci, è stata portata avanti con il solo obiettivo di «tutelare in primo luogo i bambini». Per questo anche le procedure di arresto dei due adulti sono avvenute in circostanze preparate nei minimi dettagli. L’uomo è stato fermato lunedì mattina nella propria abitazione mentre la donna stava accompagnando i bimbi a scuola. La donna invece è stata fermata dopo aver lasciato i piccoli in classe. Il tutto per lasciare fuori i minori almeno da questa situazione che poteva di certo creare ulteriore disagio. Una volta fermati i due conviventi, i carabinieri in borghese e con l’intervento delle insegnanti e di uno psicologo, hanno accompagnato i bambini alla loro prossima destinazione, una struttura fuori dai confini provinciali. Il tutto per rendere meno impattante possibile questo ulteriore passaggio.

Se parli ti ammazzo Proprio poco prima dell’arresto, hanno riferito gli inquirenti, la mamma a minacciati i bimbi mentre l’accompagnava a scuola. «Se avete detto qualcosa ai carabinieri vi ammazzo», ha detto la donna, insospettita dal fatto che il marito non rispondesse al telefono di casa e nemmeno al cellulare. Sarebbe stata quello l’ultimo sopruso nei confronti dei due minori.

Twitter @tulhaidetto

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