Non passa giorno che non vengano assicurati alla giustizia autori di reati legati allo spaccio di droga. L’ultimo arresto è di giovedì sera, quando un cittadino albanese di 22 anni, regolarmente residente a Terni, è stato arrestato dalla squadra Antidroga perché colto in flagrante mentre cedeva ad un tossicodipendente locale una dose di cocaina ed un’altra di eroina, tra via Rossini e via Brodolini, una zona tenuta  sotto controllo dalla polizia.

Polizia in azione ( foto archivio F. Troccoli)

La successiva perquisizione domiciliare a casa del ragazzo ha permesso di recuperare circa 20 grammi tra eroina e cocaina già suddivisa in dosi e 40 grammi di mannitolo, sostanza usata per il taglio, oltre ad un bilancino di precisione e la somma di 450 euro. Interrogato, il ragazzo ha detto agli agenti che aveva iniziato l’attività di spacciatore proprio quella sera, poiché da tempo non riusciva a trovare lavoro, cosa che però non ha trovato riscontro nell’attività investigativa degli agenti che avevano già notato più volte il giovane aggirarsi in zona ed intrattenersi con persone legate al mondo della tossicodipendenza.

Tre provvedimenti di custodia cautelare in carcere sono stati notificati giovedì a tre cittadini albanesi che erano già stati arrestati dalla IV sezione Antidroga della squadra Mobile di Terni nell’ambito di un’articolata operazione che aveva portato al sequestro, il 18 febbraio scorso, di 2 quintali di marijuana. I tre, che erano stati sorpresi in flagranza di reato mentre trasportavano l’ingente carico di droga dalla Puglia verso Terni, erano stati rinchiusi nel carcere di Trani e la Procura di quella città aveva rimesso gli atti alla Procura di Terni, che ha ottenuto dal giudice per le Indagini preliminari, Maurizio Santoloci, su richiesta del pm Elisabetta Massini, i nuovi provvedimenti restrittivi, rilevata la competenza per territorio. Le indagini hanno dimostrato come l’azione delittuosa e tutta l’organizzazione del trasporto fosse iniziata proprio da Terni.
I nuovi provvedimenti sono stati notificati agli interessati in carcere dalle squadre Mobili di Bari e di Lecce.

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