di Fabio Toni
Si terranno venerdì mattina, alla presenza del gip Pierluigi Panariello, gli interrogatori di garanzia delle sei persone coinvolte nell’operazione della guardia di finanza che ha portato alla luce abusi e maltrattamenti nei confronti di alcuni anziani, ospiti della casa di riposo Villa Maria Luisa. Gli indagati cercheranno di chiarire tutti gli aspetti della vicenda, partendo ovviamente dai comportamenti finiti nel mirino degli inquirenti attraverso le testimonianze e i video registrati all’interno della struttura.
Gli indagati Al termine di un’indagine durata oltre tre mesi, coordinata dal sostituto procuratore Elisabetta Massini, lo scorso 9 luglio sono scattati gli arresti domiciliari nei confronti di quattro persone: il gestore di fatto della struttura (V.T., 73 anni), un’operatrice sanitaria (V.T. di 39 anni), un’infermiera (G.D., 45 anni) e una cuoca (P.D., 62 anni). Quest’ultima è anche amministratore unico della cooperativa sociale ‘Maria’, con sede a Terni, a cui era stata affidata la gestione dei servizi e del personale interno alla struttura. Una cooperativa di modeste dimensioni, composta da circa quindici addette, in gran parte ancora attive e operanti all’interno della casa di riposo di zona Santa Maria Maddalena.
Il sequestro A coordinarle è ora l’Ausl Umbria 2, a cui è stata affidata la gestione della struttura in seguito al sequestro disposto dall’autorità giudiziaria. Sequestro a cui si è opposto il legale del gestore di fatto, l’avvocato Massimo Proietti, attraverso un’istanza al tribunale della libertà il cui esito è atteso per la giornata di venerdì. Tra gli indagati figurano altre due operatrici sanitarie – M.T. di 38 anni e G.N. di 48 – nei confronti delle quali è stato disposto il ‘divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone ricoverate’ oltre al ‘divieto di comunicare attraverso qualsiasi mezzo con le stesse persone e con i loro stretti congiunti’.
Autorizzazioni Nel 2005 la casa di riposo finita nel mirino degli inquirenti aveva ricevuto l’autorizzazione della direzione regionale della sanità a svolgere attività di ‘residenza protetta per anziani non autosufficienti’ per un totale di 20 posti letto. Un atto a cui avevano fatto seguito, nel corso degli anni, le convenzioni stipulate dapprima con l’Asl4 e poi con la nuova Ausl Umbria 2, nata dalla fusione fra l’azienda sanitaria ternana e quella folignate.
La polemica Proprio la convenzione, rinnovata nei primi giorni di luglio fino al termine del 2013, è oggetto di polemica politica da parte del consigliere regionale Gianluca Cirignoni (Lega Nord) che chiede «una campagna straordinaria di verifiche sulle strutture accreditate e autorizzate presenti in Umbria». Il consigliere sottolinea come la struttura ternana «sia una delle poche accreditate dalla Regione come residenza protetta per anziani non autosufficienti, e proprio per questo avrebbe dovuto avere requisiti ulteriori di qualità rispetto ad una struttura socio-sanitaria autorizzata».
