A metà settembre, dopo oltre due anni di botte, spinta anche dal suo medico curante che non ha più creduto alle spiegazioni della donna sui suoi ‘infortuni’ o ‘incidenti domestici’, una 23enne ternana si è rivolta alla polizia per denunciare il suo compagno, un ternano incensurato di 25 anni, con il quale ha una bambina piccola.

La denuncia La giovane si è presentata agli agenti con un vistoso occhio nero e con varie tumefazioni e ha raccontato che i maltrattamenti erano iniziati almeno due anni prima, quando era ancora in gravidanza, ma di non aver avuto mai il coraggio di sporgere denuncia. Il giorno dopo aver parlato con gli agenti, la donna è stata ricoverata d’urgenza in ospedale, per forti dolori all’addome causati da lesioni interne.

Le indagini, immediate, hanno verificato che la poveretta era stata costretta a farsi curare più volte dai sanitari, senza però mai dichiarare la vera origine delle lesioni. Le risultanze investigative hanno fatto scattare il divieto di avvicinamento alla vittima e ai suoi familiari, disposto dal gip del tribunale di Terni su richiesta del pubblico ministero e applicato nei confronti del compagno.

Il motivo La donna ha raccontato agli agenti che le liti erano dovute nella stragrande maggioranza dei casi allo stile di vita dell’uomo, che sembra gravitare attorno al mondo dello spaccio locale. Affermazioni su cui ora si è concentrata anche l’attenzione degli agenti del’Antidroga.

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