Fumo di colore giallo dai camini di Ast nel primo pomeriggio di domenica. Un evento che non è certo passato inosservato sia per i residenti della zona e di chi ha potuto osservare il fumo dalla zona di Prisciano, sia per chi ha ripreso la fuoriuscita e l’ha postata su Facebook, creando così tante condivisioni.

Cosa è successo Il problema è nato durante il trasporto di una siviera con acciaio fuso. Qualcosa non deve essere andato come previsto ed ecco l’emissione di fumi. «Nel primo pomeriggio – si legge in una nota della multinazionale – si è creata una situazione anomala in acciaieria. Durante il normale trasporto di una siviera contenente acciaio fuso, per cause in corso di accertamento, si è registrata un’emissione improvvisa e imprevista di fumi. L’evento si è esaurito nel giro di pochi minuti e non si è ripetuto nelle colate seguenti». L’azienda ha informato l’Arpa che ha inviato i propri tecnici sul posto per portare a termine tutte le analisi del caso, con i risultati che saranno resi noti nei prossimi giorni.

In Comune La questione a breve finirà anche sui banchi di Palazzo Spada: il sindaco Leonardo Latini è stato subito interessato del problema e Michele Rossi, di Terni Civica, presenterà una interrogazione «al fine di conoscere nel dettaglio i motivi di quell’anomala colonna di fumo, interrogando la proprietà dello stabilimento e coinvolgendo tutti gli organi competenti con la finalità di garantire e tutelare la salute di tutti noi cittadini».

Interrogazione parlamentare Gli esponenti del Movimento Cinque Stelle Stefano Lucidi e Andrea Liberati intanto annunciano una interrogazione parlamentare. «Se un’azienda causa un disastro ambientale e mentre esegue le proprie attività trae profitti, allora questi ultimi possono essere confiscati e destinati alle bonifiche. Veleni nell’aria e inquinanti nelle acque sotterranee ben oltre i limiti provocati da Ast configurano un disastro ambientale. Senza se e senza ma. La legge sugli ecoreati, la numero 68 entrata in vigore nel 2015, circoscrive molto bene il caso di disastro ambientale e soprattutto il fatto che, durante le attività d’impresa, siano fatti profitti a scapito dell’ambiente. Nei giorni scorsi la multinazionale tedesca aveva vantato utili per 98 milioni di euro, ma ci chiediamo quale prezzo debba ancora continuare a pagare la città di Terni, perché sono stati accertati veleni e contaminanti sia nell’aria sia nel sottosuolo, ternano».

Visita in Ast Intanto il presidente della Seconda Commissione regionale, Eros Brega, ha dato seguito alla richiesta del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di organizzare una visita ispettiva alla Acciaierie sulla questione dell’inquinamento. Brega ha provveduto quindi ad inviare alla Thyssen Krupp richiesta formale per un sopralluogo.

Rifondazione Comunista Sul caso interviene anche Rifondazione Comunista Terni. «Le immagini che abbiamo visto nella giornata di domenica impongono immediata chiarezza da parte dell’azienda. Si renda immediatamente evidente cosa sia successo e quali sostanze sono state rilasciate nell’aria durante il trasporto del materiale fuso. Al di là di quelli che saranno i risultati misurati da Arpa, non è più rinviabile la discussione. Il futuro degli stabilimenti Ast, il tema della salvaguardia e della modernizzazione del ciclo produttivo è un processo che non può essere lasciato in mano privata. Per farlo occorre ridefinire la proprietà pubblica delle acciaierie. Senza il ruolo dello stato non sarà possibile rilanciare la vocazione industriale del territorio e contemporaneamente abbattere l’impatto ambientale delle produzioni».

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