Polizia in azione (Foto Archivio Fabrizio Troccoli)

Una lite familiare che si trascina fino all’ingresso della questura e degenera nell’aggressione agli agenti che cercavano di calmarlo. Protagonista A.P., 36enne pugliese residente in provincia di Viterbo ed ex marito di una donna ternana.

L’uomo si è presentato al corpo di guardia della questura, insieme con l’ex moglie e con in braccio la loro bambina di quattro anni, già in evidente stato di alterazione, tanto che l’agente in servizio di vigilanza, dopo alcuni vani tentativi di riportarlo alla ragione, ha chiesto l’intervento dei colleghi della squadra Volante.
Questi hanno cercato in tutti i modi di calmarlo, soprattutto per evitare che fosse messa in pericolo l’incolumità della bambina.

«Nonostante gli sforzi degli agenti, A.P. si è scagliato contro di loro, inizialmente con insulti e invettive di ogni sorta e poi, una volta convintolo ad entrare per discutere con più tranquillità – e, soprattutto, a lasciare la bimba alle cure della madre –, con un crescendo di spintoni, calci e pugni. Ci sono voluti quattro poliziotti per riuscire a immobilizzarlo, ma l’uomo non si è comunque calmato. Visto che persisteva con la sua condotta aggressiva, gli agenti hanno richiesto l’intervento di personale sanitario del 118, che ha visitato l’uomo senza, però, riscontrargli lesioni o altra patologia che richiedesse la somministrazione di cure». Più tardi i sanitari sono dovuti tornare in questura perché A.P. aveva continuato a dare in escandescenze, compiendo atti autolesionistici. In quella circostanza l’uomo è stato convinto dal medico a sottoporsi a esami radiologici scrivono i poliziotti in una nota.

Due degli agenti coinvolti nell’aggressione, invece, si sono recati al pronto soccorso dove sono stati medicati per contusioni varie a braccia e gambe e traumi discorsivi della colonna vertebrale, con prognosi di 7 giorni per entrambi. Una volta riportata la calma è stato possibile sentire la donna che ha raccontato un trascorso di violenze e vessazioni che l’avevano convinta a separarsi dal marito dopo cinque anni di matrimonio. Dopo la separazione erano comunque continuate le minacce, le aggressioni e le molestie, poste in essere da A.P. anche nei confronti di familiari e amici della donna. In più, questa lo ha accusato anche di non aver contribuito al sostentamento della figlia.

L’uomo è stato quindi arrestato per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale, nonché per il danneggiamento di alcuni arredi dell’ufficio della squadra Volante. Al termine dell’udienza per direttissima, svoltasi nella giornata di ieri, nei suoi confronti è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari in attesa del processo, che si celebrerà il prossimo 17 dicembre. Nel contempo, è stato anche denunciato per le violenze nei confronti dell’ex moglie e la violazione degli obblighi familiari.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.