di En.Ber.
Telecamere nascoste tra la vegetazione davanti alla casa dell’ex moglie per controllarne gli spostamenti e monitorare chi frequentasse l’abitazione. È uno degli episodi al centro del processo che si sta celebrando davanti al tribunale di Perugia e che vede imputato un uomo di 51 anni, accusato di atti persecutori nei confronti della donna. Il procedimento è ormai alle battute finali e, secondo il calendario dell’udienza, la sentenza è attesa per la metà di maggio. Secondo l’impostazione accusatoria l’uomo avrebbe posto in essere una serie di comportamenti ritenuti persecutori nei confronti della donna dopo la fine della relazione sentimentale. Condotte che – stando a quanto contestato dalla Procura – avrebbero provocato nella persona offesa «un perdurante e grave stato d’ansia e di paura» e un «fondato timore per la propria incolumità». I fatti contestati si collocano a Perugia e sarebbero iniziati nel giugno del 2018, con una condotta ritenuta proseguita nel tempo.
Accuse Contestazioni contenute nel decreto che dispone il giudizio dove si ricostruiscono alcuni degli episodi ritenuti più significativi dagli inquirenti. In particolare, secondo l’accusa, l’imputato «in più occasioni, si appostava nei pressi della sua abitazione nascondendosi nella vegetazione posta nelle vicinanze al fine di controllare i suoi movimenti e le persone dalla stessa frequentate». In una circostanza, il 19 giugno 2020, avrebbe anche «nascosto una telecamera tra le piante poste innanzi al portone d’ingresso dell’abitazione della persona offesa». Tra gli episodi contestati vi sarebbe anche quello del 19 luglio 2020, quando l’uomo si sarebbe presentato sotto casa dell’ex moglie iniziando «ad urlare e a prendere a calci il portone di casa anche alla presenza dei figli minori» e, non riuscendo ad entrare nell’abitazione, avrebbe sfogato la rabbia «dando un calcio all’autovettura di proprietà della donna». La donna si è costituita parte civile nel processo, assistita dall’avvocato Adele Lerose. Tra gli atti richiamati nell’impianto accusatorio figurano, tra gli altri, le informative della questura di Perugia, i verbali di sequestro, le denunce presentate dalla persona offesa e le attività di indagine della polizia giudiziaria. Ora il procedimento si avvia alla conclusione: dopo la fase dibattimentale e le ultime discussioni, il tribunale di Perugia dovrebbe pronunciare la sentenza entro la metà di maggio.
