di Chia.Fa.
C’è anche Pietro Mirimao, imprenditore 73enne originario di Narni, tra le nove persone arrestate giovedì mattina dalla Guardia di Finanza di Taranto nell’ambito dell’inchiesta della procura pugliese che contesta l’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione aggravata e alla turbativa d’asta in relazione ad alcuni appalti della Marina Militare italiana intorno ai quale gli inquirenti avrebbero scoperto un presunto giro di tangenti. È scattata all’alba la nuova retata nell’ambito dell’inchiesta tangenti e stellette sul presunto valzer di mazzette che avrebbe accompagnato la gestione degli appalti a Maricommi (Taranto). In primo piano l’ex direttore del reparto, il capitano di vascello Giovanni Di Guardo, già arrestato il 14 settembre in flagranza di reato. A lui l’ordinanza è stata notificata in carcere, a differenza dell’anziano imprenditore umbro che è stato raggiunto all’alba della Fiamme Gialle e accompagnato in cella. Una nota della Guardia di Finanza fa riferimento a un cartello di imprese che avrebbe pilotato l’assegnazione a loro favore di tutti gli appalti gestiti dalla direzione Maricommi, con l’estromissione delle altre ditte concorrenti al fine di assicurarsi illeciti profitti di ingente quantità per un ammontare complessivo di 4 milioni di euro. I finanzieri hanno eseguito nove ordinanze di custodia cautelare, otto delle quali in carcere. Oltre all’ex comandante Di Guardo, nel mirino la sua conviventi, cinque imprenditori e un dipendentee civile della Marina Militare. Ai domiciliari anche un sottufficiale dell’Arma dei carabinieri.
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