C’è anche il nome di Bruno Santorelli, ternano classe 1967, tra gli arrestati nell’operazione messa a segno lunedì mattina dai carabinieri che ha smascherato un presunto giro di tangenti ad Ischia. L’arresto è stato eseguito dai militari del comando provinciale di Terni. In manette, tra gli altri il sindaco Giosi Ferrandino.

Chi è Santorelli, 48 anni, è il responsabile del nord Africa per il Gruppo Cpl Concordia (Cooperativa produzione lavoro), che opera nel settore della realizzazione di strutture per il trasporto del gas. Santorelli è stato raggiunto da una misura di custodia cautelare in carcere insieme ad altre sette persone, mentre per una sono scattati gli arresti domiciliari e per altre due l’obbligo di dimora.

Mazzette a Ischia L’operazione scatta dal comando Tutela dell’ambiente dei carabinieri, con la collaborazione dei comandi provinciali di Terni, Roma, Napoli, Caserta, Modena, Mantova e Savona. In tutto undici misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Napoli Amelia Primavera, che ha concordato il lavoro  con la procura della Repubblica di Napoli tramite il procuratoreaggiunto Alfonso D’Avino e i sostituti Woodcock, Carrano e Loreto. Le indagini sono relative d un procedimento penale su opere di metanizzazione che hanno interessato i comuni dell’isola di Ischia.

Fondi neri in Tunisia Gli arrestati Le attività sono iniziate nella primavera 2013 e hanno dimostrato, secondo gli inquirenti, come il responsabile delle relazioni istituzionali della Cpl Concordia, Francesco Simone, con la complicità dei direttivi della stessa società, ossia il presidente Roberto Casari, il responsabile dell’area Tirreno Nicola Verrini, il responsabile del nord Africa Santorelli, il presidente del cda della Cpl distribuzione Maurizio Rinaldi, il direttore amministrativo Massimo Continati e il consulente esterno Giorgio Montali, l’imprenditore casertano Massimiliano D’Errico, abbia costituito «fondi neri – come fanno sapere i carabinieri – tramite l’emissione di fatture per operazioni inesistenti con una società tunisina riconducibile allo stesso Simone, utilizzati prevalentemente per pagare tangenti a pubblici ufficiali al fine di aggiudicarsi appalti pubblici, in un assetto sistematicamente teso a turbare la libertà degli incanti».

Gli arrestati Secondo la ricostruzione degli inquirenti inoltre l’appalto di metanizzazione del Comune di Ischia e dei Comuni di Lacco Ameno e Casamicciola Terme è stato affidato alla Cpl grazie all’interessamento del sindaco di Ischia, Giuseppe Ferrandino ed alla complicità dell’architetto Silvano Arcamone, dirigente dell’ufficio tecnico di Ischia. In cambio dell’assegnazione della commessa «il primo cittadino ha ottenuto l’assunzione del proprio fratello, Massimo Ferrandino, come consulente della società, nonché la stipula fittizia di due convenzioni che prevedevano l’impegno della Cpl Concordia ad erogare la somma complessiva di 320.000,00 euro all’albergo di proprietà della famiglia del sindaco, a fronte della ‘messa a disposizione’ di alcune stanze durante le stagioni estive 2013 e 2014 per i dipendenti della società modenese». Sono finiti in carcere a Poggio Reale Francesco Simone (classe1957), Roberto Casari (1953), Giuseppe Ferrandino (1963), Massimo Ferrandino (1974), Nicola Verrini, (1972), Maurizio Rinaldi (1950), Bruno Santorelli (1967), Massimiliano D’Errico (1979). Domiciliari per Silvano Arcamone (1970), obbligo di dimora per Massimo Continati (1961), Giorgio Montali (1960).

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