di Francesca Marruco
Nel giorno in cui si pensava, o almeno si sperava fortemente, che qualche risposta potesse arrivare dall’esame delle bombole con cui domenica scorsa si sono immersi i tre sub perugini morti al largo delle isole Formiche, arriva invece un’altra pausa. Si perché Il comandante del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco Giorgio Chimenti, incaricato dalla procura di Grosseto di effettuare la perizia su tutta la strumentazione sequestrata, stamani, in occasione del primo incontro in programma, ha comunicato ai consulenti di parte che per procedere all’esame della strumentazione ha bisogno di apparecchiature particolari, che potranno essere fornite da una società specializzata.
Rimandato l’esame Per questo stamattina di fatto non si è proceduto ad alcuna analisi ed il tutto è stato rimandato ai prossimi giorni quando gli stessi esami avverranno sempre sotto la direzione del perito incaricato. In particolare la procura di Grosseto vuole che venga accertato se le bombole possano essere state caricate male e il loro malfunzionamento, o l’aria ‘sporca’ in esse contenute possa aver ucciso i tre sub di Perugia, eventualità non esclusa mercoledì sera al termine delle autopsie.
No infarto o annegamento Quello che però i medici legali sono stati in grado in stabilire – l’autopsia è stata eseguita dai medici legali Emanuela Turrillazzi e Sara Vita dell’università di Foggia, alla presenza dei consulenti di parte delle famiglie dei deceduti Laura Paglicci Reattelli e Walter Patumi – su nessuno dei tre corpi sarebbero state rilevate patologie che possano giustificare la morte, come l’infarto, né segnali che facciano pensare all’annegamento e neanche sarebbero stati riscontrati segni evidenti di una morte correlata a una risalita troppo veloce, che avrebbe provocato un’ embolia gassosa.
La dinamica E’ emerso infatti che non solo Giaimo non era con Cioli e Trevani, dunque è impossibile un malore a catena, ma anche Cioli e Trevani non erano insieme. Trevani sarebbe arrivato a circa 18 metri di profondità e poi sarebbe risalito perché si sentiva male. Lo ha visto un’imbarcazione che ha cercato di prestargli soccorso, ma non c’è stato nulla da fare. Cioli è riemerso già morto in un altro punto, e Giaimo in un altro ancora. Se dunque l’embolia gassosa ( che comunque a quella profondità potrebbe non essere letale) dovrebbe essere stata innescata da una risalita troppo veloce, fatta magari in situazione di panico a causa del malore di un sub in difficoltà, come si può configurare con due gruppi separati? E’ per questo che il comune denominatore delle tre morte appare sempre più quello dell’aria ‘sporca’ nelle bombole.
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Ne ho rabboccate due Andrea Montrone, il responsabile del diving indagato per omicidio colposo plurimo, proprio con Umbria24 aveva ricostruito il momento in cui ha caricato le bombole: «Le ho caricate io tutte e undici, io ricarico sempre in banchina, con la barca ferma a motore spento. Controllo che vento c’è per non caricarle sottovento. La presa d’aria del compressore la posiziono sempre lontano dal motore a scoppio del compressore, come ho fatto sabato sera. La notte prima dell’immersione. Poi domenica mattina ne ho rabboccate un paio. Non capisco cosa sia successo perchè se fossero state contaminate da qualcosa dovevano esserlo tutte, invece gli altri otto sub che hanno usato le bombole che ho caricato nello stesso momento non hanno avuto alcun malore». E se per quelle rabboccate la mattina in barca non fossero state usate tutte le accortezze adottate la sera prima? Se invece di due fossero state tre? Sarebbe spiegato perché tre sono stati male e gli altri no. Ma è presto per dirlo.
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Funerali Intanto, all’obitorio dell’ospedale di Perugia è stata aperta la camera ardente di Fabio Giaimo, a partire da oggi pomeriggio, fino alle ore 19 presso l’obitorio dell’Ospedale. Sarà possibile rendergli omaggio anche nella giornata di domani con i seguenti orari: 8.30 – 12.30; 15.30 – 17.30. Mentre invece i funerali dei tre sub deceduti sono stati fissati per sabato. Quello del medico anestesista verrà celebrato sabato mattina in duomo a Perugia alle 11, mentre quello sui due amici di Bastia Umbra Enrico Cioli e Gian Luca Trevani verrà celebrato sabato pomeriggio alle 16. Il sindaco aveva già preannunciato il lutto cittadino per il giorno dell’ultimo saluto ai due amici sub.
