di Francesca Marruco
«Sono distrutto. Le bombole le caricate io tutte insieme, ma non riesco a spiegarmi cosa sia successo e perchè se erano contaminate con qualcosa di nocivo tre hanno causato malori e le altre otto, indossate da altrettanti sub, no. Spero che la perizia tecnica lo evidenzierà. Io cerco di avere tutti gli accorgimenti possibili immaginabili quando effettuo questa operazione. Cerco di essere molto scrupoloso e con gli anni impari molte cose, faccio questo mestiere da 23 anni, sicuramente non sono uno sprovveduto». «Sono sconvolto» dice ancora Andrea Montrone, il responsabile dell’Abc diving di Talamone iscritto nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica di Grosseto con l’accusa di omicidio colposo plurimo per la tragica morte dei tre sub di Perugia – Fabio Giaimo, Enrico Cioli e Gianluca Trevani – avvenuta domenica scorsa al largo delle Isole Formiche.
Le ho caricate la sera prima Montrone si dice «a completa disposizione» per aiutare gli inquirenti a capire cosa sia successo là sotto. L’ipotesi che gli inquirenti stanno cercando di verificare è infatti quella che nelle bombole, insieme all’ossigeno, sia finito qualche gas nocivo, come il monossido. Che il compressore potrebbe aver pescato dall’ambiente circostante nel momento in cui le bombole sono state caricate, o che potrebbe aver ‘inquinato’ a causa magari di filtri sporchi. Il responsabile del diving dunque racconta a Umbria24 quando e come ha caricato quelle bombole che adesso sono in cima alla lista delle possibili cause di tre morti tanto tragiche. «Le ho caricate io tutte e undici, io ricarico sempre in banchina, con la barca ferma a motore spento. Controllo che vento c’è per non caricarle sottovento. La presa d’aria del compressore la posiziono sempre lontano dal motore a scoppio del compressore, come ho fatto sabato sera. La notte prima dell’immersione. Poi domenica mattina ne ho rabboccate un paio. Non capisco cosa sia successo perchè se fossero state contaminate da qualcosa dovevano esserlo tutte, invece gli altri otto sub che hanno usato le bombole che ho caricato nello stesso momento non hanno avuto alcun malore».
LEGGI L’INTERVISTA AL SUB FERITO
Sconvolto Montrone, che del suo amore per il mare ha fatto il suo lavoro, non si dà pace per la tragedia accaduta, «Sono qui a Talamone – racconta – mi hanno detto che mi sarebbe stata notificato il tutto e non vorrei che non mi trovassero, sono andato anche in caserma a dare il mio numero di telefono per ogni evenienza. Adesso la cosa importante è cosa stabilirà la perizia sulle attrezzature sequestrate: hanno preso tutto, tutte le bombole, non solo quelle dei sub deceduti, anche quelle non utilizzate e anche i bombolini usati per la decompressione».
Perizia Ad effettuare l’accertamento sulla strumentazione, per conto della procura di Grosseto sarà Giorgio Chimenti, il comandante del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Grosseto. In particolare, si legge nell’avviso di atto irripetibile, il perito dovrà analizzare i computer dei sub ( l’orologio da polso che è una sorta di scatola nera), sulle bombole e sui compressori, «per verificarne lo stato e stabilire se possono essere stati esposti a possibili contaminazioni». Nell’avviso viene sottolineata l’urgenza di analizzare i pc, «prima che si scarichino» e non siano più in grado di dare tutte quelle informazioni tanto fondamentali in questo momento. L’esame inizierà mercoledì mattina, come anche le autopsie sui cadaveri dei tre sub deceduti.
Autopsie Saranno Emanuela Turrillazzi e Sara Vita dell’università di Foggia ad eseguire gli esami autoptici, che più di ogni altro accertamento, potranno stabilire con certezza di cosa siano morti i tre sub. I due medici legali prenderanno l’incarico alle 11 e poi inizieranno immediatamente l’esame autoptico. Per le famiglie di Fabio Giaimo e Gianluca Trevani, l’avvocato Gianni Spina- grande amico del medico anestesista deceduto – ha nominato la dottoressa Laura Paglicci Reattelli come consulente di parte per l’esame autoptico e Luca Malentacchi come esperto per gli altri accertamenti. La famiglia Cioli invece, tramite l’avvocato Corrado De Fazio, ha nominato il medico legale Walter Patumi.
