di Francesca Marruco
Non solo le bombole usate dai sub deceduti al largo delle Isole Formiche, non solo tutta l’attrezzatura che avevano. Non solo questo. E’ di due giorni fa il sequestro della Emery Island, la barca con cui i tre sub di Perugia sono usciti insieme al responsabile dell’Abc Diving di Talamone indagato per omicidio colposo plurimo. Lo ha disposto il sostituto procuratore Stefano Pizza, titolare dell’indagine sulle tre tragiche morti di Fabio Giaimo, Enrico Cioli e Gian Luca Trevani.
Le foto Il magistrato ha anche disposto il sequestro di tutta la strumentazione contenuta sulla barca, compresi i tubi usati per ricaricare le bombole. Il sequestro è arrivato a qualche giorno di distanza dal tragico episodio, ma come confermano gli inquirenti, lo stato delle cose sulla barca è stato ampliamente fotografato a ridosso della tragedia e al momento del sequestro era nello stesso stato.
Nuove perizie Il magistrato ha dunque intenzione di disporre nuove perizie anche su questi ulteriori oggetti sequestrati, perché si faccia tutto il possibile per chiarire una volta per tutte cosa abbia ucciso Fabio, Enrico e Gian Luca. Le prime risposte potrebbero intanto arrivare dall’esame delle bombole che prenderà il via giovedì mattina a Bergamo.
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Prime risposte E’ possibile infatti che una prima risposta ufficiosa possa arrivare già entro poche ore dall’inizio delle operazioni peritali. E capire se c’era gas nocivo dentro le bombole usate dai sub, e quale gas potrebbe indirizzare ulteriori accertamenti. All’esame prenderanno parte anche i consulenti di parte nominati dall’avvocato Gianni Spina per le famiglie Giaimo e Trevani e da Corrado De Fazio per i Cioli. L’avvocato dell’unico indagato Andrea Montrone, sarà presente insieme al suo consulente.
Le bombole rabboccate Le bombole da un certo momento in poi sono state in cima alla lista dei sospetti delle possibili cause che hanno generato la morte dei tre sub. Il responsabile del diving Montrone, iscritto nel registro degli indagati, in un’intervista a Umbria24 spiegò di aver caricato personalmente tutte le bombole la sera prima dell’immersione. Era stato lo stesso Montrone però a precisare che la mattina dopo aveva rabboccato due- tre bombole. Due- tre. Tre, come i sub morti.
