di Francesca Marruco
Passato lo smarrimento dei primi giorni, il dolore di chi ha amato Fabio, Enrico e Gian Luca, si trasforma in un compagno sempre presente, che forse, almeno in parte, potrebbe essere allontanato scoprendo qual è stata la causa che ha provocato la morte dei tre sub avvenuta il giorno di San Lorenzo alle Isole Formiche di Grosseto. La perizia sulle bombole, che attualmente sono in cima alla lista dei sospetti stilata dalla procura di Grosseto avrebbe dovuto prendere il via mercoledì mattina, invece è stata rinviata a giovedì.
La perizia Inizierà giovedì mattina nella sede della società Siad ( Società Italiana Acetilene e derivati) di Bergamo la perizia disposta dalla procura di Grosseto sulle bombole sequestrate al Diving Talamone. La perizia, secondo quanto comunicato martedì dal perito nominato dalla procura, il comandante del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Grosseto Chimenti, avrebbe dovuto prendere il via mercoledì mattina, ma vista l’istanza della difesa dell’unico indagato di rinviare di un giorno per la loro impossibilità di recarsi a Bergamo senza un congruo preavviso, il tutto è stato spostato a giovedì. L’analisi delle bombole è molto importante e potrebbe diventare fondamentale perché l’ipotesi al momento più accreditata dagli inquirenti, è quella che ad uccidere i tre sub sia stato un qualche gas nocivo finito nelle bombole che poi i tre hanno usato
Le bombole Dopo che la scorsa settimana il comandante del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Grosseto, a cui la procura ha affidato l’incarico di stabilire cosa ci fosse in quelle bombole e se quello che c’era dentro può aver ucciso i tre sub, aveva deciso di attendere la riapertura di una ditta specializzata per queste analisi, un po’ a sorpresa l’esame riprende mercoledì 20 agosto.
Istologici Sempre in questi giorni i medici legali che hanno eseguito le autopsie sui cadaveri dei tre sub dovrebbero procedere agli esami istologici: anche quelli saranno fondamentali per capire quale sia stata la causa della morte dei sub. I due risultati poi, quello degli esami istologici, e quello degli esami del contenuto delle bombole verranno messi a confronto e solo allora si potrà forse avere un quadro certo di quello che accaduto a Fabio Giaimo, Enrico Cioli e Gianluca Trevani.
LEGGI L’INTERVISTA AL SUB SOPRAVVISSUTO
Ipotesi In questi giorni, le ipotesi si sono rincorse e sovrapposte: Andrea Montrone, il titolare del diving Talamone indagato per omicidio colposo plurimo, aveva raccontato proprio a Umbria24 di aver caricato tutte le bombole la sera prima dell’immersione e di averne rabboccate un paio la mattina dopo. Montrone aveva detto di a ver usato tutte le cautele del caso quando le ha caricate sabato sera, e non si spiega come mai, pur avendo usato tutti le stesse bombole, tre sub sono morti e gli altri otto non hanno accusato alcun malore.
LEGGI L’INTERVISTA AL RESPONSABILE DEL DIVING INDAGATO
Le bombole rabboccate La chiave potrebbe essere proprio in quelle bombole rabboccate. Un paio, forse anche tre. Proprio come i sub tragicamente morti. Che nelle bombole sia finito qualche gas nocivo? Lo stabilirà la perizia e forse, finalmente, è rimasto poco da aspettare a chi ha bisogno di risposte.
