di Maurizio Troccoli
La notizia anticipata da Umbria24 di uno stupro che sarebbe avvenuto a Perugia, venerdì notte, viene confermata da una indagine della magistratura del capoluogo umbro. Gli inquirenti vogliono vederci chiaro su quanto dichiarato da una 30enne che sabato mattina alle forze dell’ordine ha detto di essere stata violentata all’interno di un’auto, dopo una serata passata in discoteca.
Siamo a Ponte Valleceppi, una parte del locale notturno è occupata da una festa afrobeat a cui la ragazza partecipa. Con ogni probabilità la 30enne non è andata lì da sola, essendo stata vista in compagnia di almeno un’altra ragazza, quando i fatti si sarebbero già consumati. Una comune serata di divertimento in un locale noto per ospitare serate a tema per la movida perugina. Nulla di strano all’interno viene segnalato durante la serata. Lo stesso titolare del locale interpellato dall’autorità, oltre ad avere messo a disposizione quanto in suo possesso circa le informazioni utili alle indagini, comprese alcune immagini del sistema di videosorveglianza, non avrebbe riferito di episodi allarmanti durante la serata. Musica, drink, divertimento e null’altro di rilevante al fine della ricostruzione dell’episodio denunciato, fino a quando la ragazza è uscita dal locale. Non è noto se a fine serata, quando cioè tutti i presenti, prevalentemente ragazzi africani e appassionati di questo genere sono andati via, o prima della chiusura.
Una volta all’esterno, la ragazza sarebbe salita in auto con l’uomo che poi sarà da lei denunciato per violenza sessuale, poche ore dopo. Il fatto che dalle videocamere non sarebbero emersi elementi rilevanti – almeno a quanto trapela dalle indagini, informazione questa non ufficiale – potrebbe spiegarsi proprio così: ovvero lei, come tutti gli altri,avrebbe semplicemente raggiunto l’auto per poi allontanarsi. Secondo la sua ricostruzione, la violenza sarebbe avvenuta in un luogo distante dalla discoteca. Quando cioè l’uomo, un africano, alla guida del veicolo, raggiunge un luogo appartato e, una volta fermata l’auto, violenta la ragazza.
Da qui c’è un vuoto di informazioni. Quanto tempo sarebbe durato quell’incubo – se confermato – per la 30enne. Ha chiesto aiuto? Ne ha avuto la possibilità? Erano da soli in macchina? Conosceva quell’uomo? Come la 30enne sia riuscita a tirarsi fuori da quella terribile presunta condizione, non è dato saperlo tuttora.
Saranno invece le sei del mattino circa, quando una ragazza di circa 30 anni si trova in compagnia di una sua amica, nella zona compresa tra Monteluce e Porta Pesa. Non è ancora sopraggiunta la luce del mattino. Le due entrano in un bar che sta appena aprendo e chiedono di potere usufruire del bagno. Cosa faccia pensare che si possa trattare della ragazza che ha denunciato il presunto stupratore o comunque di persone collegate ai fatti, lo scopriremo a breve. Poco dopo, due ragazzi di colore in compagnia di una terza ragazza le raggiungono. Si intrattengono per qualche minuto nel bagno con loro per poi riallontanarsi dal bar.
Le due ragazze indossano abiti da festa. Minigonna, stivali e un giaccone. Quella che ha il cappuccio che quasi le copre il volto ha un atteggiamento sommesso. Chi l’ha vista la racconta come una ragazza che ha evidentemente ‘fatto serata’ probabilmente consumando qualche drink più del dovuto, ma non segni evidenti di una persona ‘stravolta’. Chi fossero gli altri 3, di cui due ragazzi di colore, perchè si fossero intrattenuti alcuni minuti con le due ragazze all’interno del bagno, non è dato conoscerlo in questa fase. Sta di fatto che, una volta che questi ultimi si sono allontanati, le due amiche sono invece rimaste lì. Non li hanno seguiti, intrattenendosi ancora per un po’.
Trascorreranno alcune ore quando nella stessa zona si vedono arrivare forze dell’ordine. Nell’avvicinare persone che potrebbero essersi accorte di qualcosa chiedono informazioni che lasciano intendere una investigazione finalizzata a fare chiarezza su una presunta violenza sessuale consumata la notte precedente. I tempi lasciano pensare che poco dopo essere state nella zona tra Porta Pesa e Monteluce, le due ragazze o almeno la presunta vittima di violenza sessuale, da qui ha raggiunto la sede dell’autorità per la denuncia.
Da ambienti vicini alle indagini si scorge massima cautela. Una indagine effettivamente è stata aperta dalla Procura di Perugia e la cautela è palpabile. Il presunto autore sarebbe stato già intercettato. Quanto da lui fornito agli inquirenti viene ora confrontato con gli elementi raccolti nell’investigazione. Sulla trentenne sono stati eseguiti accertamenti medici, all’ospedale di Perugia, i cui risultati, a distanza di una settimana dai fatti, sono un tassello fondamentale per la Procura al fine di stabilire se il racconto della 30enne corrisponde a quanto realmente accaduto, oppure no.
