La madre di Sheng Chang (foto F.Troccoli)

di Francesca Marruco

Per morire intossicati dall’Mdma servono quantità che vanno da 0,5 a 10 nanogrammi per litro di sangue. C’è chi muore anche con 1,5. Dipende dal fisico, e da molti altri fattori soggettivi. Cheng Shang, la studentessa cinese morta al lago Trasimeno nel luglio 2013, che pesava appena 45 chili e aveva un corpo molto esile, nel sangue aveva 8,9 nanogrammi di MDMA. Ma non solo: i medici legali che le hanno fatto l’autopsia trovarono la droga anche in organi periferici, segno questo che era già stata assorbita dall’organismo, e anche nei succhi gastrici, cioè che ancora doveva entrare in circolo nel corpo di quella povera ragazza lasciata a morire dietro un cespuglio da un operaio fiorentino che aveva conosciuto in chat e che prima di lasciarla morire ha abusato sessualmente di lei.

In aula La quantità di MDMA e la sua incidenza sulla morte della ragazza, è stata al centro dell’udienza che mercoledì pomeriggio c’è stata dinanzi al gup Lidia Brutti che ha voluto interrogare personalmente i medici legali dopo che, nella scorsa udienza, dopo la richiesta di una condanna a otto anni e mezzo da parte del pm, gli avvocati Luca Maori e Aldo Poggioni avevano chiesto la riqualificazione del reato da morte in conseguenza di altro reato a omicidio volontario. La tossicologa Paola Melai, ascoltata in aula insieme al medico legale Gualtiero Gualtieri e al professor Bacci, ha spiegato che assumendo tra i 50 e i 100 milligrammi di MDMA, nel sangue si dovrebbero trovare circa 1,5 nanogrammi per litro. Quindi con quei valori, considerando che una pasticca di buona qualità si aggira su quelle misure, Lorenzo Perrone potrebbe averle dato dalle dieci alle venti pasticche di droga. Sempre che di pasticche si sia trattato, perché potrebbe essere stata anche polvere, che si trova sul mercato, come lui stesso dichiarò il giorno dopo il ritrovamento del cadavere quando i carabinieri del reparto operativo di Perugia risalirono a lui su indicazione delle amiche della vittima.

Omicidio? Il punto ora quindi è: Perrone era consapevole che con quella quantità avrebbe ucciso Cheng Shang? Certo è che quell’uomo era decisamente esperto nel trattare quella droga. Nel suo pc i carabinieri trovarono anche dei preventivi che dimostravano una certa destrezza nel destreggiarsi in quel mercato. Mercato in cui Perrone potrebbe aver comprato 5 grammi di MDMA pochi giorni prima della morte della giovane. Non c’è la certezza che quell’acquisto alla fine sia avvenuto, ma c’è comunque traccia di una richiesta di una quantità importante di droga.

Nessuno stupro Perrone, che non è mai stato arrestato per questo fatto, e che interrogato disse di non aver avuto che effusioni con Cheng Shang che gli aveva chiesto di provare la droga, rischia una condanna a otto anni di carcere. Sempre che il giudice non accolga la richiesta della parte civile e rimetta gli atti al pm con la richiesta di riqualificare il reato in omicidio volontario. Perché intanto per la procura avrebbe drogato la giovane a sua insaputa, l’avrebbe violentata ( a lungo e inmaniera particolarmente violenta) e poi ne avrebbe occultato il cadavere. Ma drogare una giovane a sua insaputa con quelle quantità di droga può essere inteso solo come drogare e non come uccidere? La sentenza potrebbe arrivare il 18 giugno prossimo.

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