La paura dei dipendenti regionali

di Francesca Marruco

Quella mattina di un anno fa sono entrate a lavoro come ogni altro giorno e ne sono uscite senza vita in una bara. Perché un uomo con gravi problemi psichici ha impugnato una pistola contro di loro e le ha giustiziate. Poi si è ucciso. Margherita Peccati e Daniela Crispolti sono morte la mattina del sei marzo nel loro ufficio del palazzo della Regione al Broletto a Perugia.

La colpa Margherita e Daniela per Andrea Zampi erano la causa delle sue disgrazie, un accreditamento presso la Regione revocato per mancanza di requisiti, che gli valse molti soldi sfumati. Margherita e Daniela invece altro non erano che due donne oneste che si attenevano ai loro compiti. Zampi, come scrisse nel suo diario che scrisse in duplice copia, uno lasciato sul luogo del delitto e uno in camera per la stampa, voleva eliminarle per una sorta di vendetta divina.

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Il memoriale «Ora sono malato – scriveva Zampi nel memoriale – soffro tantissimo e quindi ora pagate l’errore fatto. Voi avete annientato la mia vita, io anniento la vostra». «Alcuni della Provincia e della Regione – scriveva ancora – abbassano lo sguardo quando mi incontrano. La coscienza parla, dopo che mi hanno massacrato, non è sufficiente, ora arriva la morte». E la morte per quelle due povere donne è arrivata perché Zampi, a causa di una serie di negligenze, ha potuto comprare regolarmente una pistola, senza che nessuno glielo negasse. Il sei marzo del 2013 se l’è messa in tasca ed è andato al Broletto.

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Dopo Il resto è diventato tristemente noto. La paura sul volto degli impiegati scampati alla morte che si sono visti puntare un’arma contro. Quelli che piangono alla finestra. Perugia si ferma incredula davanti ad una simile assurda tragedia. Chi non si ferma invece è la magistratura che fin dal primo momento ha indagato per accertare se vi fossero responsabilità per quelle due morti innocenti. E per il sostituto procuratore Massimo Casucci, qualcosa c’è. Tanto che ha indagato due funzionari della questura e un medico di base per concorso esterno in omicidio colposo.

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L’indagine Per queste tre persone la procura ha chiuso da poco le indagini. I due dirigenti – difesi dagli avvocati Francesco Falcinelli e Rita Urbani – della questura si sono fatti interrogare dal magistrato per giustificare le loro azioni, e respingere le accuse che gli vengono contestate. Il medico di base invece, difeso dall’avvocato Franco Libori, non ha chiesto alcun interrogatorio al magistrato. Che a stretto giro definirà le posizioni degli indagati. Con una richiesta di rinvio a giudizio. O di archiviazione.

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Le altre accuse Intanto però, l’inchiesta verrà ben presto arricchita da una querela che la famiglia di Andrea Zampi, assistita dall’avvocato Alfredo Brizioli, ha annunciato di voler fare nei confronti dei medici psichiatri che lo hanno avuto in cura a Pisa che gli hanno praticato più elettroschock e poi lo hanno dimesso certificando un miglioramento che non si è mai compiuto.

Tempo per riflettere Adesso però è solo il momento di ricordare Margherita e Daniela. Il loro ingiusto e assurdo sacrificio. Il dolore delle loro famiglie, private di persone care per colpe inesistenti. E’ il momento della memoria, dell’omaggio e della vicinanza. In loro ricordo è prevista una commemorazione proprio al Broletto.

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