Il gup di Roma ha rinviato a giudizio il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, con l’accusa di evasione fiscale per circa 20 milioni di euro. La decisione è stata presa martedì al termine dell’udienza preliminare a Roma. Secondo la Procura, l’imprenditore non avrebbe versato le imposte tra il 2018 e il 2022, quando era amministratore di fatto dell’università telematica Unicusano. Il processo inizierà il 4 giugno davanti al tribunale monocratico. Bandecchi era presente in aula al momento della decisione del giudice.
I fatti L’accusa riguarda il periodo in cui, pur non ricoprendo formalmente l’incarico, avrebbe gestito in concreto l’ateneo telematico, assumendone le scelte operative e finanziarie. Oltre al primo cittadino di Terni, andranno a processo altre tre persone che hanno avuto ruoli di responsabilità nella società. I loro incarichi, secondo gli inquirenti, sarebbero stati legati alla gestione amministrativa e fiscale dell’ente universitario. Bandecchi è difeso dagli avvocati Filippo Morlacchini e Ali Abukar. Con il rinvio a giudizio si apre ora la fase dibattimentale, nella quale accusa e difesa potranno confrontarsi nel merito delle contestazioni mosse dalla procura.
Le reazioni «Il rinvio a giudizio del Sindaco di Terni e amministratore di Unicusano, università telematica al centro di indagini da parte della guardia di finanza, rafforza le ombre sull’intreccio di affari e politica di cui Bandecchi è protagonista e che da sempre denunciamo – afferma Elisabetta Piccolotti di Avs -. Come mai proprio ieri ha rimescolato la giunta nominando il fedelissimo Paolo Tagliavento come vicesindaco, un giorno prima della notizia del suo rinvio a giudizio per evasione fiscale, diffusa oggi? La coincidenza è troppo evidente per non sollevare il sospetto che stia tentando di blindare il Comune nel caso in cui fosse costretto a farsi da parte. I cittadini ternani non meritano questi giochi di potere né manovre preventive che sono il segno di una concezione proprietaria delle istituzioni pubbliche. Terni ha bisogno di cambiare passo, è tempo che Bandecchi e la sua cricca si facciano da parte e che – conclude Piccolotti – la parola torni agli elettori».
Il Pd «Dissolta la cortina di fumo del circo messo in piedi dal sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, sul rimpasto di giunta, resta la realtà: il rinvio a giudizio per il primo cittadino, che nel processo dovrà rispondere del reato di evasione fiscale, contestato dal 2018 al 2022. Si tratta del secondo processo a carico del sindaco Bandecchi, che si aggiunge a quello che si è già avviato e che riguarda i disordini avvenuti in consiglio comunale il 28 agosto 2023. Noi auguriamo al sindaco Bandecchi di dimostrare la sua innocenza da questo ennesimo procedimento, ma ci chiediamo: saprà dare alla città l’attenzione che merita? Terni e i ternani meritano un sindaco a tempo pieno, non una persona che la tenga in ostaggio – come sta facendo Bandecchi – e la usi come merce di scambio per interessi privati e personali. Serve un sussulto di dignità, servono le immediate dimissioni, dando di nuovo la parola agli elettori».
M5s «Ci chiediamo pubblicamente: il Sindaco Bandecchi ha davvero la serenità necessaria per affrontare un processo di questa portata e, contemporaneamente, guidare una città complessa come Terni»? Così in una nota del M5s, Emma Pavanelli, Luca Simonetti e
David Fantauzzi. «Il rischio concreto è che la città resti in ostaggio delle vicende giudiziarie personali del suo primo cittadino. La città merita un Sindaco non distratto, non impegnato nelle aule di tribunale, ma totalmente dedito ai problemi dei cittadini. Una figura che non debba dividere le proprie energie tra la difesa legale e la gestione della cosa pubblica. Non è una questione solo di trasparenza e stabilità, ma di rispetto per le istituzioni. Terni merita di meglio di un’amministrazione frenata da ombre legali e distrazioni processuali. È ora che la città torni a correre, libera da pesi esterni».
