Da oggi Umbria e Marche sono più vicine. Sono stati aperti al traffico i primi 9 chilometri della strada statale 77 della Val di Chienti che entro la prima metà del 2015 collegherà Foligno con Civitanova. In particolare il taglio del nastro ha interessato il tratto tra Colfiorito e Serravalle dove si contano  ben 5 gallerie (3 naturali e 2 artificiali), la più lunga delle quali è quella di Varano che si allunga per circa 3.4 chilometri.

Tratto Colfiorito-Serravalle 218 milioni di euro Gli interventi, inseriti nell’ambito dei lavori Quadrilatero Marche-Umbria, hanno un valore economico di circa 218 milioni di euro, mentre l’investimento per l’intero tratto Foligno-Pontelatrave ammonta a 1.140 milioni di euro per 35 chilometri e allo stato attuale le lavorazioni hanno raggiunto uno stato d’avanzamento del 94%. Alla cerimonia inaugurale, di scena in prossimità della galleria Bavareto (Serravalle di Chienti, provincia di Macerata), ha partecipato anche il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, oltre naturalmente ai governatori di Umbria e Marche, Catiuscia Marini e Gian Mario Spacca, il presidente dell’Anas Pietro Ciucci, quello della società Quadrilatero Guido Perosino e i presidenti delle Province di Perugia e Macerata Nando Mismetti e Antonio Pettinari.

Il ministro Lupi ha percorso in auto i 9 chilometri aperti al traffico: «Raccolgo il lavoro iniziato da altri, ma le opere servono a una comunità, ai cittadini alle imprese non a un governo a o un altro ed è doveroso ricordare il valore delle cose, in questi momenti economicamente difficili servono più che mai i fatti, che dimostrano l’utilità di queste opere, come ho potuto appurare percorrendo il tratto che oggi inauguriamo».

Marini e Rometti La presidente Marini ha, invece, voluto ringraziare «tutti coloro che hanno contribuito alla costruzione della nuova strada, a cominciare dai lavoratori. Con l’inaugurazione di oggi – sono state le sue parole – per la rete viaria fra Umbria e Marche si apre un anno particolarmente significativo a compimento del forte impegno e della stretta collaborazione fra Regione, ministero delle Infrastrutture e società Quadrilatero. Il completamento della nuova Val di Chienti – ha sottolineato Marini insieme all’assessore Rometti – rappresenta un ulteriore passo in avanti per il superamento dell’antico isolamento dell’Umbria rispetto alle grandi infrastrutture di comunicazione, perché questa arteria – ha aggiunto – assume particolare importanza per il sistema economico, soprattutto per il tessuto delle imprese cui permetterà un più veloce collegamento con il porto di Ancona, e potrà aprire nuove opportunità ai sistemi economici di entrambe le regioni».

Gian Mario Spacca Il presidente della Regione Marche ha definito l’infrastruttura «parte integrante di un rinnovato sistema di viabilità che, grazie a importanti investimenti, si sta realizzando nella nostra regione con la condivisione dei territori e delle comunità locali. Un sistema – ha ricordato Spacca –  pensato subito dopo il terremoto del ’97, per la rinascita economica e sociale dell’entroterra appenninico. Ora collegherà in modo integrato le aree interne con la costa adriatica e quest’ultima con il versante tirrenico. Un ringraziamento va a tutti coloro che si sono adoperati per il successo di questa iniziativa, alle imprese, ai tecnici, alle maestranze, mentre un pensiero particolare a coloro che hanno perso la vita durante la realizzazione di quest’opera»

Ciucci e Perosino Soddisfazione per il risultato portato a casa in vista del completamento è stata naturalmente espressa anche da Ciucci, presidente dell’Anas, azionista di maggioranza di Quadrilatero spa: «L’obiettivo è quello di migliorare la mobilità tra le due regioni, che dispongono entrambe di un vivace tessuto imprenditoriale, ma anche offrire un ulteriore collegamento trasversale tra l’Adriatico e il Tirreno». E di «una strada davvero fatta insieme» ha parlato, il presidente della Quadrilatero: «L’infrastruttura è progettata con lo scopo di unire territori importanti del Centro dell’Italia, affinché le persone, i mezzi, le merci e con loro anche le idee possano circolare meglio per creare opportunità, qui  però non si uniscono solo dei poli di civiltà industriale, agricola e commerciale, ma si abbatte l’isolamento di aree del Paese che oggi non possono più restare sole. Un progetto che anche ha saputo unire moderne tecnologie e rispetto dell’ambiente e del paesaggio.