di Maurizio Troccoli
Sembra la scena di un film ma è realmente accaduto a Todi nel maggio del 2009. Un caso aperto allora e non ancora concluso. Protagonisti sono i poliziotti di Perugia, una donna titolare di un ristorante di Todi e i vigili urbani del posto. Di mezzo c’è un’operazione di polizia giudiziaria che porterà all’arresto di un uomo.
L’episodio I poliziotti hanno lasciato le auto vicino all’abitazione dell’uomo dove, a pochi passi, si trova un ristorante. «Spostate queste auto – è l’esortazione della titolare – allontanano i miei clienti». Dagli atti emerge che i poliziotti avrebbero spiegato alla donna che si trovavano lì per compiere una operazione di polizia. Ma pare che la donna non avrebbe voluto sentir ragioni e avverte che avrebbe contattato i vigili urbani. Detto fatto. Tant’è che sulle auto i poliziotti troveranno la sorpresa delle multe. Sempre spulciando le carte del provvedimento emerge che la donna si sarebbe rivolta ai poliziotti con frasi del tipo: «Siete contenti ora? Bravi. Adesso le potete anche spostare ‘strafottenti sceriffi’». In risposta alla domanda dei poliziotti volta a comprendere quali fossero le ragioni del disturbo, la donna avrebbe risposto pressappoco così: «Una vergogna per il decoro del locale». E ancora: «Lo volete capire che siete a nostro servizio? Chi vi credete di essere Tex Willer? Poi vediamo quando avrete bisogno se verrete qui. Fate finta che non siete di Todi», accompagnando le frasi con applausi e risate alla presenza dei tanti curiosi sopraggiunti. Dalle testimonianze è emerso che persino dei giapponesi si sono fermati a scattare fotografie.
Il difensore «La situazione è degenerata – commenta Claudio Cimato, difensore dei poliziotti -. Se si fosse usato ragionevolezza non ci troveremmo ora ad affrontare, dal punto di vista legale, una vicenda che ha del paradossale. I poliziotti – va sottolineato – stavano compiendo una operazione di polizia giudiziaria e, nel compierla, è naturale che predispongano i propri mezzi al fine di rendere agevole l’intervento. Questo non sempre si coniuga con il desiderio di chi, in qualche modo, si sente indirettamente coinvolto dai fatti. Ma, il buon senso non deve lasciare il passo all’arroganza, particolarmente quando di mezzo c’è il decoro di chi rappresenta la forza pubblica». E le multe? Non sono state pagate.

È pericoloso mettersi contro la polizia. Loro sì comandano veramente l’italia.
dillo a fedez!