di Chia.Fa.
Dovrà restituire a Poste Italiane circa 60mila euro, l’intera somma che ha indebitamente sottratto da cinque libretti di deposito intestati ad anziani clienti. È stata condannata dalla Corte dei Conti a risarcire l’intero danno patrimoniale, più gli interessi compensativi e legali, causato all’azienda, la dipendente dell’ufficio postale di via Flaminia che, tra il 2009 e il 2010, con un articolato sistema riuscì ad appropriarsi progressivamente dell’ingente somma di denaro.
La condanna Alla luce delle ammissioni della dipendente, che in sede penale ha optato per il patteggiamento cavandola con sei mesi di reclusione (pena sospesa) e quattrocento euro di multa, i giudici riuniti in Camera di Consiglio (presidente Roberto Leoni, consiglieri Antonio di Stazio e Cristiana Rondoni) hanno accolto in pieno le richieste della procura della Corte dei Conti. La dipendente, sollevata dal servizio all’indomani delle denunce presentate dai clienti truffati, è stata ritenuta «responsabile dell’intero ammanco» rilevato nelle settimane successive dall’ufficio Tutela aziendale di Poste Italiane, la spa pubblica posta sotto il controllo del ministero dello Sviluppo economico.
Il sistema I fatti, per i quali la donna è stata condannata per furto aggravato, si sono verificati tra il 2009 e il 2010. Per qualche mese l’ex dipendente di via Flaminia ha sottratto da cinque libretti di deposito cifre comprese tra i 1.800 e i 20 mila euro. Per far sparire i risparmi la 43enne spoletina inseriva nel sistema informatico una distinta di prelevamento non firmata dal cliente che, però, riportava i dati identificativi del libretto. Prelevata la somma richiesta la registrazione dell’operazione veniva effettuata su un foglio bianco e non sul libretto di deposito. Così facendo impediva ai clienti, perlopiù anziani, di rilevare la sottrazione e, contestualmente, teneva sotto controllo le reali somme residue, riuscendo per qualche tempo a non fare emergere anomalie.
Le denunce Il sistema, però, è stato scoperto dal direttore dell’ufficio di via Flaminia che servendo uno dei clienti titolari dei libretti in questione ha notato un’incongruenza tra la cifra segnata e quella risultante dal sistema. Da qui sono scattati i controlli interni e, naturalmente, le denunce dei clienti.

