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La salma di Milanovic (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

«Ognuno di noi si impegni a servire i più poveri come Gesù ci ha insegnato, a volte riusciamo a testimoniare al meglio l’amore di Dio, altre no, ma Dio ci chiede sempre di dare il massimo». Queste le parole pronunciate durante l’omelia da don Vito Stramaccia, il prete che martedì pomeriggio ha officiato i funerali di Mladjen Milanovic, il senzatetto di 45 anni morto per presunto assideramento in un angolo dell’Anfiteatro abbandonato.

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Funerali Ad ascoltarlo un centinaio di persone che in silenzio alle 15 hanno fatto capolino nella chiesa di Sant’Ansano, a due passi da piazza del Mercato, dove Milanovic era conosciuto e benvoluto. Persone di età ed estrazione anche molto differente, unite dal dolore e anche dalla vergogna per la tremenda fine di Milanovic, sgomberato nel settembre scorso dai bagni pubblici in cui viveva senza che nessuno, a cominciare dalle autorità preposte, sia riuscito a trovargli una collocazione, un alloggio anche temporaneo per non fargli trascorrere all’addiaccio l’intero inverno ed evitare quella che gli amici hanno chiamato «una morte annunciata».

LA LETTERA DEGLI AMICI
LE PAROLE DEL DIRETTORE CARITAS

Architetti e camerieri Tra i banchi della chiesa si sono infatti accomodati la presidente del tribunale Emilia Bellina che, già nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del corpo senza vita di Milanovic, aveva invitato tutti a riflettere sull’accaduto, l’architetto Giuliano Macchia, l’avvocato Roberto Calai, il direttore della Caritas Giorgio Pallucco, il dirigente all’urbanistica del Comune Giuliano Maria Mastroforti, i consiglieri comunali Aliero Dominici e Laura Zampa, ma soprattutto residenti, commercianti e il personale delle attività di zona piazza del Mercato.

Il ricordo di Milanovic Giovani e anziani che per un motivo o per un altro hanno conosciuto e scherzato con Milanovic, su cui ormai da giorni si moltiplicano tra sorrisi amari e qualche lacrima aneddoti e gesta, racconti di paese che tengono vivo almeno il ricordo del quarantacinquenne. In chiesa, va detto, non è passata inosservata l’assenza dell’amministrazione comunale che non ha partecipato ai funerali del senzatetto.

Nata nel 1986, ha iniziato il suo lavoro da giornalista nel 2008 a Tuttoggi, approdando l'anno seguente al Corriere dell'Umbria, con cui tuttora collabora. In Umbria24 dal 2012, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, economia, attualità e politica. In passato ha collaborato anche con Panorama. Componente del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria.