di C.F.
Twitter @chilodice
Quattro ordigni bellici inesplosi rinvenuti nel mese di settembre. Non ha precedenti la raffica di segnalazioni, con annesso avvio delle procedure di bonifica, due delle quali già effettuate, pervenute al Comune di Spoleto da raccoglitori di funghi, cacciatori o semplici cittadini addentratisi nei boschi per una passeggiata, salvo poi trovarsi di fronte residuati bellici, sembra si tratti in tutti i casi di proiettili di mortaio.
Due ordigni già fatti esplodere Due di questi sono stati rinvenuti a Monteluco, il primo in zona Eremo delle Grazie ed è stato già fatto esplodere alla cava della Vallocchia dagli artificieri del 6° Reggimento Genio Pionieri, come quello venuto alla luce in località Licina, nei pressi del cimitero. La scorsa settimana, invece, altri due ordigni bellici sono stati segnalati a Fontanelle di Monteluco e alla Vallocchia, nel primo caso si tratta di un proiettile di mortaio lungo 25 centimetri e nel secondo di un residuale non ancora riconosciuto leggermente più piccolo, circa 15 centimetri, ma si presume analogo.
Per altri due attesa bonifica Per gli ultimi due rinvenimenti è attesa la bonifica che, fanno sapere dalla Prociv di Spoleto, avverrà in settimana, come ordinato dalla Prefettura di Perugia che ha richiesto l’intervento degli artificieri. La scoperta di quattro ordigni bellici in un lasso di tempo così ristretto è un fatto a dir poco eccezionale di cui, almeno gli addetti ai lavori, non hanno memoria.
Rinvenimenti agevolati dalle piogge? L’ipotesi è che le abbondanti piogge che hanno caratterizzato la stagione estiva potrebbero aver agevolato l’emersione dei residuati bellici inesplosi, notati poi soltanto nelle ultime settimane con la ripresa delle attività di raccolta funghi e della preapertura della stagione venatoria. Ma naturalmente si tratta soltanto di ipotesi.
