Il Comune di Spoleto (foto U24)

di C.F.
Twitter @chilodice

Riaccertamento dei residui sotto la lente e quadratura del bilancio di previsione 2015. Si muove su queste due direttrici il lavoro che ormai da una settimana abbondante sta predisponendo il neo dirigente finanziario del municipio, Claudio Gori, impegnato a formare colleghi, funzionari e comunali di ogni settore sulle nuove regole dell’armonizzazione contabile.

TUTTO SUL BUCO DI BILANCIO

Riaccertamento dei residui Va subito messo in chiaro che la maxi ricognizione contabile sulle poste attive e passive iscritte nel documento economico dell’ente rientra negli adempimenti di legge a cui tutte le pubbliche amministrazioni sono tenute a dar seguito, nell’ambito del processo di riforma varato dalla Ragioneria dello Stato per gli ordinamenti contabili degli enti territoriali. Ma l’operazione, inutile anche dirlo, a Spoleto assume particolare rilievo alla luce del buco di bilancio scoperto nel secondo semestre 2013 e quantificato in 9.1 milioni di euro, poi sceso a 5.7 milioni col consuntivo 2013 e ora atteso alla prova del consuntivo 2014, quando si tireranno le fila sulle manovre economiche dell’anno appena concluso, a cominciare dal riconoscimento dei debiti fuori bilancio.

Confronto con operazione precedente Il riaccertamento dei residui che il dirigente Gori si prepara a compiere non potrà in ogni caso rimettere in discussione l’analoga ricognizione compiuta più di un anno fa dalla precedente amministrazione, semplicemente perché già deliberata, ma potrà sicuramente fornire gli elementi per verificare la bontà di quel lavoro tanto criticato dall’attuale maggioranza, fotografando lo stato di salute delle poste di bilancio. I risultati arriveranno entro il 30 aprile 2015, quando occorrerà approvare anche il consuntivo 2014.

Previsionale 2015 da approvare entro marzo Ma questa è solo una parte del lavoro che in questi giorni sta investendo la direzione Rifco (risorse finanziarie e controllo). Già, perché il sindaco Fabrizio Cardarelli ha dato mandato di predisporre in tempi celeri il previsionale 2015 che si conta, ed è qui che si registra un significativo elemento di novità, di approvare entro il 31 marzo. Il termine è stabilito dal Mef (ministero economia e finanze) che ormai da anni è abituato a somministrare almeno un paio di proroghe alla scadenza, spingendo gli enti locali a dotarsi del documento economico di programmazione non prima di giugno, anche a causa dei ritardi con cui lo Stato definisce i trasferimenti.

Richiesta della giunta per migliore programmazione Da Palazzo, però, di slittamenti così consistenti sulla quadratura del bilancio nessuno ne vuole sapere, il previsionale va approvato entro marzo e al massimo, se proroga sarà, ci si potrà concedere qualche settimana di ritardo. L’obiettivo, questo il senso delle richieste di sindaco e giunta, è poter avere fin dalla primavera un quadro economico e finanziario chiaro che permetta di programmare interventi e rispondere alle priorità amministrative. Sarebbe una rivoluzione invisibile.

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