(foto U24)

di C.F.
Twitter @chilodice 

«Tutte le direzioni devono compiere una nuova verifica del riaccertamento per determinare il corretto valore del risultato di amministrazione». È un documento durissimo quello inviato dal collegio dei revisori alla Corte dei Conti, al sindaco Daniele Benedetti e alla presidente del consiglio comunale Patrizia Cristofori.

Riaccertamento tutto da rifare Già, perché in tre pagine i controllori contabili smontano la ricognizione sulle poste di bilancio condotta dagli uffici secondo il metodo indicato da Dante De Paolis, rilevando «ripetuti errori nelle reversali d’incasso sia in relazione alla natura delle stesse che per l’anno di competenza». Errori diffusi a tal punto da «far venir meno l’attendibilità dei dati». In altre parole, si tratta di una bocciatura pesantissima che, come precisano nel documento i revisori, rende inutile «qualsiasi disquisizione sul mantenimento o cancellazione dei residui». Il riferimento è alla diatriba sull’interpretazione tecnica delle norme sollevata dall’ex direttore generale Angelo Cerquiglini e che, negli ultimi giorni, non ha mancato di assumere un profilo politico ben definito.

«Errori, imprecisioni e informazioni carenti» Ma c’è di più. A essere «errati» o «imprecisi» sono anche i prospetti di riepilogo del riaccertamento «sia – scrivono i revisori – in relazione a importi cancellati che in realtà andavano mantenuti, sia, in senso contrario, a importi mantenuti che probabilmente sarebbero stati da eliminare». Sullo sfondo «informazioni carenti e una modesta e inefficace comunicazione fra gli uffici delle varie direzioni e la ragioneria dell’Ente», criticità già ampiamente rilevate nella relazione del segretario generale Mario Ruggieri e che persiste a causa della mancata riorganizzazione.

TUTTO SUL BUCO DI BILANCIO

Cerquiglini dà 1 milione a Um Nel mirino dei revisori, poi, sono finiti una serie di «mandati di pagamento emessi il 13 giugno a firma dell’ex direttore generale Cerquiglini per un importo complessivo di 963.876,76 euro in favore di Umbria Tpl e Mobilità per la gestione della mobilità alternativa relativa agli anni 2007-2010». Ma il problema, come esplicitamente evidenziato dal collegio composto da Ada Pompili e Paolo Burini, è che i provvedimenti sono stati assunti «in violazione delle norme contabili e di corretta amministrazione».

«Violate norme contabili e di corretta amministrazione» Già, perché Cerquiglini, secondo i revisori, ha emesso i mandati «senza la preventiva liquidazione del dirigente responsabile del servizio Vincenzo Russo e, sulla base della documentazione prodotta dallo stesso, risulterebbe che il l’ex dg ha autonomamente provveduto a effettuare i pagamenti in questione». Non solo. Gli oltre 900 mila euro sono stati imputati ai capitoli di bilancio corrispondenti alla convenzione stipulata con Umbria Tpl Scarl per gli anni 2011-2012. Tant’è che a Palazzo ormai da dieci giorni si cerca di fare chiarezza sul rilievo. Ma al momento, stando a quanto risulta, nessuno ne sarebbe venuto a capo.

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