di Chiara Fabrizi
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Le accompagnavano al bivio di Ancaiano, lungo la statale Flaminia, intorno alle 9.30 del mattino e tornavano a prenderle sull’imbrunire. Nel mezzo facevano capolino più di una volta al giorno per incassare i guadagni e anche per consegnare il pranzo. Sono scattate martedì le manette ai polsi di un fratello e una sorella rumeni accusati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di due giovani connazionali.
L’operazione, condotta dai carabinieri della compagnia di Spoleto e coordinata dal sostituto procuratore Federica Albano, ha mosso i primi passi all’inizio dell’anno dopo le segnalazioni di alcuni cittadini che avevano notato le due ragazze. Le indagini sono scattate immediatamente con appostamenti e pedinamenti che, a stretto giro, hanno confermato la presenza di un’organizzazione ben rodata dedita allo sfruttamento della prostituzione in una «piazza nuova», come quella di Spoleto, dove il fenomeno non ha mai assunto profili allarmanti.
Le indagini I militari del Nucleo operativo, diretti dal capitano Fabio Rufino e dal tenente Giulia Maggi, hanno così identificato un fratello, P.T.U le sue iniziali, e una sorella, O.A.M, di nazionalità rumena, rispettivamente di 25 e 28 anni, lui incensurato, lei con precedenti specifici, tra cui una tentata estorsione in concorso ai danni di una prostituta, risalente a un paio di anni fa. I pedinamenti, nonostante i frequenti cambi di domicilio, hanno portato dritti a un’abitazione di Castel Ritaldi dove i due vivevano insieme alle connazionali sfruttate, una di 27 anni, l’altra di 24, la prima arrivata un anno e mezzo fa in Italia dopo aver trascorso un lungo periodo in Spagna, l’altra appena arrivata presumibilmente dalla Romania. Entrambe venivano accompagnate ovunque dal supermercato alla farmacia e, naturalmente, al bivio di Ancaiano.
Prestazioni per 30 euro Qui, lungo la statale Flaminia, le due giovani venivano fatte prostituire nelle ore diurne con un tariffario che, secondo i militari, si aggirava tra i 30 e i 50 euro a prestazione. A fermarsi diversi clienti, perlopiù ternani e spoletini, due dei quali denunciati per atti osceni in luogo pubblico, ma anche autotrasportatori di passaggio. Il giro d’affari, stando all’indagine, si aggirava intorno ai 300 euro giornalieri per ogni ragazza.
Gli arresti Le risultanze delle indagini hanno pienamente convinto il sostituto Albano, che ha richiesto due ordinanze di custodia cautelare in carcere. Le manette sono scattate martedì e dalla perquisizione personale e domiciliare sotto sequestro sono finiti circa 2.500 euro, proventi dell’attività, diversi preservativi di produzione rumena, un paio di cellulari e alcune agende con numeri di telefono e appuntamenti, segno che le due ragazze venivano fatte prostituire nelle ore serali anche in abitazione.
In carcere A firmare le ordinanze il gip Daniela Caramico D’Auria che ha autorizzato il trasferimento del 25enne nel penitenziario di Maiano e quello della sorella 28enne in quello di Perugia. Le due connazionali sfruttate verranno ascoltate dagli inquirenti nei prossimi giorni e, presumibilmente, trasferite in una struttura, mentre proseguono le indagini per verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone.
