di C.F.
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Via libera a 3.7 milioni di pagamenti e Ase verso amministratore unico. Sono questi i due provvedimenti varati nel corso dell’ultima seduta dalla giunta guidata dal sindaco Daniele Benedetti alle prese con la bufera del «buco di bilancio» su cui è in corso la ricognizione contabile degli uffici dell’Ente supervisionata dal super esperto Dante De Paolis.
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Pagamenti Ad assicurare copertura finanziaria alla liquidazione di lavori pubblici è stata la Cassa depositi e prestiti che, sulla base della disposizioni urgenti relative al pagamento dei debiti scaduti, ha erogato al municipio circa 3.7 milioni di euro. Soldi, questi, che per 1.6 milioni saranno impiegati per il pagamento di interventi già eseguiti e di debiti di parte capitale, mentre i restanti 2.1 milioni saranno utilizzati per coprire i debiti di parte corrente.
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Ase Sul fronte dell’Ase, invece, la giunta ha deciso di modificare lo statuto nella parte in cui si disciplina l’organismo di amministrazione, oggi un consiglio di amministrazione composto da 5 membri che costa circa 43 mila euro annui. Stando a quanto riferito da una nota dell’Ente, la giunta Benedetti ha dato mandato di avviare la procedura, che prevede il placet dei revisori dei conti, l’approvazione in commissione normativa e poi in consiglio, per affidare l’amministrazione della spa controllata dal Comune a un amministratore unico.
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«Buco di bilancio» Il provvedimento, atteso da tempo, si inserisce nell’ambito del pacchetto di razionalizzazione della spesa che il municipio ha iniziato a varare a un paio di giorni dall’ammissione sulla presenza di crediti insussistenti in bilancio pronunciata dell’ormai ex direttore generale Angelo Cerquiglini in sede di consiglio comunale. A scoprire il «buco di bilancio» il gruppo Rinnovamento che, nonostante fatichi ad acquisire nuovi documenti contabili, continua a sollevare interrogativi sulla gestione finanziaria dell’Ente.
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Fondi per gli asili usati per altri scopi In una nota stampa i cinque consiglieri (Cappelletti, Cardarelli, Loretoni, Monini e Profili) chiedono lumi sulla mancata erogazione agli asili nido privati dei trasferimenti regionali. «Palazzo Donini – si legge nella nota – ha girato tra gennaio e febbraio le risorse in questione, eppure alle strutture per l’infanzia il municipio ha riferito di non poter assegnare le risorse prima di ottobre». Ergo: «Ci chiediamo se sia giusto mettere in difficoltà i gestori degli asili nido, che rischiano contraccolpi molto gravi o forse – domanda il gruppo Rinnovamento – sono questi gli effetti del “bilancio creativo” approvato a Spoleto? È possibile utilizzare i fondi destinati agli asili nido per altri scopi? Siamo sicuri che in tale comportamento non si configuri qualche ipotesi di reato?». Se a stretto giro non arriveranno chiarimenti, i consiglieri presenteranno un’interrogazione sul caso.
